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Abbandono e dentifricio

Matteo si sveglia dopo poche ore di sonno e se ne va: non è cambiato, lascia dietro di sé il caricabatteria del telefono.
Anche Macs si alza di buon'ora, Camillo ed io seguiamo a ruota, scacciamo via i fantasmi della notte precedente e vegetiamo fino all'ora in cui si tratta di dire addio anche a Camillo. Addio breve, spero di rivederlo presto ad Atene. Lui e il suo baffo da diavolo.
Macs ed io ci aggiriamo come anime perse in un'Istanbul grigia accompagnati da una pioggia fine fine. Parliamo poco e Macs ha quell'espressione corrucciata di chi preferirebbe essere coi piedi di fronte ad un camino che non al freddo e al gelo. Ritorniamo alla vita solo verso la fine del pomeriggio e dopo un inutile tentativo di pisolino (nessuno dei due riesce ad addormentarsi) andiamo nella zona di Ortakoy per una cena a base di pesce in un ristorante quasi di lusso, manco fossimo una coppietta. Sul tavolo degli altri turisti stranieri, una forma di tributo che mi da i brividi, compare una bandiera turca incrociata con quella del paese di provenienza dell'ospite: una signora indiana mangia da sola, una coppia di italiani qualche tavolo più in là. Sul nostro, per fortuna, niente: forse i baffi ci fanno sembrare turchi, forse hanno finito le bandiere italiane.
Parliamo di nuovo a lungo, quasi il prosieguo dei discorsi incominciati al suo arrivo. Rinfreschiamo la memoria sugli eventi degli ultimi giorni, fonte di racconti futuri, ne sono certo.

Ritorno alla base, un'ultima birra (a dire il vero non mi ricordo però penso che un'ultima birra ce la siamo presi) e poi a letto.
Macs parte all'alba e dopo uno svelto saluto io risprofondo tra le braccia di Morfeo.
Quando mi sveglio sono solo.
Strana sensazione dopo questi giorni.
Solo e senza dentifricio.
Nessuno aveva il dentifricio e hanno tutti usato il mio.
Chissà quando li rivedrò tutti?
Chissà se troverò il dentifricio ad Istanbul? Ce l'hanno il dentifricio ad Istanbul? Nel bazar non mi sembra di averlo visto. Speriamo bene.

Quando esco, macchina a tracolla per cercare di catturare una versione solo mia della città, sono abbastanza triste e non riesco a schiodarmi dallo Starbucks in cui mi sono cacciato. Uffa. Che palle questi incontri tocca e fuggi e ritrovarsi poi soli come se niente fosse successo. Bello. Però.
Il cielo eternamente plumbeo proprio non mi motiva all'azione.
Continuo a pensare ai momenti passati con gli amici e al dentifricio, chissà se lo trovo 'sto cacchio di dentifricio.
Quasi quasi per farmi passare quest'umore nero torno dal Baffo dell'hammam e gli chiedo di rimassaggiarmi.
Questa volta più energicamente, però.

 

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2 responses to Abbandono e dentifricio
  1. anonimo says:

    tornato a casa ho trovato 6kg di dentifricio ma il tappino era aperto!. mi è mancato quel poco ,ma fresco,  che abbiamo tutti diviso senza un bah! 
    io da quel pomeriggio piovoso non ho ancora ripreso a parlare.
    m1

  2. NoRupies says:

    quando sarai di nuovo a casa i tempi dello Starbucks di Istanbul ti sembreranno l'età dell'oro… 
    ma si sopravvive dai..

    noi, mentre tu cazzeggiavi in giro per il pianeta, abbiamo rotto il cazzo al Presidente; e lui a noi ampiamente; al tuo ritorno, se lo troverai più vecchio e preoccupato di prima sarà merito nostro (ma anche più cattivo.. è sempre così prima della fine… guarda gheddafi…)