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Alta montagna iraniana

 Un venerdì di festa (la settimana lavorativa va dal sabato fino al mezzogiorno del giovedì) con l'allegra brigata iraniana ci rechiamo sulle montagne a nord di Teheran: non pare un'idea molto originale e sembra che la metà della popolazione della capitale sia qui. Nonostante si sia partiti prestissimo, alle sette tutti i parcheggi sono occupati e come tanti altri parcheggiamo in tripla fila (o in un fosso, o su un lato della montagna con l'auto a rischio di precipitare).

La gente è vestita di tutto punto, come se dovesse affrontare la spedizione dell'Everest: scarponcini, vestiti spessi, zaini enormi, bastoncini, sciarpe, guanti e cuffie nonostante la temperatura sia ancora piuttosto mite nell'autunno iraniano: l'effetto è piuttosto comico. Gli uomini più tardi capiranno che non fa poi così freddo e si scopriranno, le donne invece sono costrette a portare il foulard che gli copre il capo. Non si capisce bene il poiché di tutto quest'equipaggiamento d'alta montagna visto che la maggior parte della gente si ferma ogni mezz'ora per mangiare, o in uno spazio piano o in uno dei tanti caffè che si trovano lungo il percorso in cui si può fumare il narghilè (che qui chiamano hubble bubble). I più organizzati brandiscono il loro narghilè da poter usare alla prossima tappa (anche se di tappa non si può propriamente parlare visto che di solito sancisce la fine della camminata).

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Noi avanziamo per mezz'ora ed è il momento di fare colazione. Dopo un'ora di pausa è il caso di ricominciare. Pausa sigaretta/acqua mezz'ora dopo. Altri dieci minuti scarsi di camminata e ci si ferma di nuovo per tè e biscotti e discussioni sul ruolo della donna nella società, sulle professioni più rispettate (nell'ordine giudice, professore universitario, dottore) e sul padre di una delle ragazze che da comunista, non essendo gradito né al governo dello Shah, né a quello della rivoluzione islamica, è stato costretto a cinque anni di carcere solo per le sue idee (oltre ad un discreto numero di anni lontano dall'università di Teheran dove adesso insegna): è stato fortunato, mi dicono, altri hanno pagato con la vita o si ritrovano a tutt'oggi a guidare taxi per sbarcare il lunario.

All'una è ora di tornare verso Teheran: qualcosa dovremo pur mangiare, no?

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4 responses to Alta montagna iraniana
  1. NoRupies says:

    ah ah ah … carina la chiosa finale..

    anche perchè è tutto vero, poi.

    (io mai stato in Iran, 'azz…)

  2. andlosethenameofaction says:

    Prossima destinazione forse?!

  3. NoRupies says:

    non lo so amico.
    porto meco una terribile maledizione: dove vado scoppiano subito casini inenarrabili (come vedi, sino ad adesso l'Iran ne è stato preservato… terremoti a parte… lasciamolo intatto) 
    😉

    ma ti leggo avidamente.

    ps: però sono stato in posti assai simili, e mi sembra di toccare veramente con mano le situazioni che descrivi

  4. andlosethenameofaction says:

    E allora vieni, magari fai scoppiare la rivoluzione che tutti aspettano…