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Calabroni gioiosi (2/2)

Fidanzate, mogli, conviventi, parenti, persone sensibili possono saltare il post a piè pari.

Ci svegliamo tutti stranamente e incredibilmente presto ma con delle occhiaie gonfie come salamelle sotto gli occhi, il minimo che possiamo dire è che dopo la serata di ieri siamo un po' sotto tono. Matteo è contento perché i pantaloni che è stato costretto a lavare ieri sera, dopo che un losco figuro gli ha vomitato addosso, sono asciutti. Sulle scarpe è rimasto qualche traccia che guarda tra il perplesso e il divertito. Noi non ce n'eravamo nemmeno accorti, pensa un po'.
Riusciamo comunque a fare colazione e, ricaricati da un timido sole (Macs si scotta), usciamo per una “crociera” (si può chiamare crociera se dura meno di due ore?) sul Bosforo.
Toh, guarda, sembra quasi l'arcipelago svedese con quelle case di legno lungo la riva.

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Quando tocchiamo terra ferma a me piacerebbe tanto andare a fare un pisolino ma i miei compagni insistono per andare all'hammam, massaggio incluso.
Perché li sto a sentire?
L'hammam che scegliamo forse è un po' turistico, costa caro e gli unici turchi che si vedono sono dei feroci massaggiatori con baffi spessi quattro dita che ci prendono in consegna.
Macs e Camillo sono i primi a farsi (vorrei dire “massaggiare” ma mi sembra una parola poco appropriata per descrivere quello che seguirà) prendere a sberloni e a farsi malmenare. Quando viene il mio turno una specie di gigante dallo sguardo assassino, che peserà una ventina di chili in più di tutti gli altri aguzzini, mi fa sdraiare sul marmo della zona torture e comincia a infilare le sue mani in punti del mio corpo che neanche sapevo di avere. La prima mossa che pratica sul mio corpo mi fa capire che non sarà un'esperienza piacevole: incrocia le braccia sul mio petto e ci si appoggia con tutto il peso facendo scricchiolare nell'ordine gomiti, spalle, clavicole, costole, sterno e vertebre. Non sono esattamente sicuro che questa cosa faccia bene al mio corpo. Il seguito non è meglio: urlo come un maiale che viene scuoiato vivo ogni volta che il bruto scopre qualche nuovo punto di pressione (vedi Ken il Guerriero), quando non urlo rido sentendo altra gente che si lamenta e il sadico pare percepire le mie risate come un segnale per applicare più forza: conficca le sue dita (anch'esse grosse come salamelle) in profondità nella mia carne e a volte mi toglie il fiato. C'è poco da fare contro la iulenza del Baffo e mentre cerco di tirargli dei ceffoni per fargli capire che la deve smettere, (quei bastardi di) Macs e Camillo lo incitano ad usare ancora più vigore. Maledetti, statevene a casa vostra la prossima volta.
Quando il supplizio finisce i genovesi stanno decidendo quanto dobbiamo lasciargli di mancia. Mancia? Mancia?! Siete matti.

Il trattamento a cui siamo stati sottoposti e la mancanza di sonno fanno sì che la sera siamo poco motivati a ripetere la performance di ieri e io sono il primo ad addormentarmi nel bar dove ci troviamo.

L'indomani, dopo la prima vera notte di sonno dopo l'arrivo di Macs, per non meglio specificate ragioni (ormoni, bionda, scarpa con suola rossa, topi dietro al pifferaio magico) andiamo a visitare il Topkapi, la reggia del sultano (sì, ma quale sultano?) e visto che per oggi abbiamo svolto la nostra attività culturale proseguiamo la giornata con mangiata colossale seguita da rasatura collettiva: se le donne vanno in compagnia al centro estetico, gli uomini barbuti vanno assieme a farsi rasare da un vecchio dalla mano insicura. Macs realizza il sogno di tutta una vita guardando il barbiere fisso negli occhi e dicendogli, un po' tremante dall'emozione, "barba e basette". Ah, le gioie della vita!
Quando usciamo dal barbiere sembriamo una via di mezzo tra i Quattro Moschettieri e i Village People, ognuno di noi ha un baffo diverso con cui andrà alla conquista della notte istanbullese: Matteo P. Barbarossa ha un bel baffone a manubrio (e basette di lunghezza diversa grazie all'occhio attento del vecchietto), Camillo pare un turco con un folto tappetino sul labbro superiore che gli vale la definizione di baffo imperiale, Macs ha uno stile molto anni settanta e l'imbarazzo più palpabile con un baffetto che gli lambisce gli angoli della bocca ed io, che ho poco da ridere, mi ritrovo con una striscia sottile che mi fa sembrare la versione nasona e senza brillantina di Clark Gable.

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Potremmo festeggiare l'evento con un balletto alla YMCA in strada ma preferiamo andarci a cambiare e incominciare la serata andando, da un bar all'altro, fino a Taksim. Se giovedì sera pareva il capodanno in strada a Roma, questa sera sembra che quello di New York, di Parigi e di Berlino si siano dati appuntamento in Turchia: la quantità di gente per strada ha dell'incredibile.
File e file interminabili di bar ospitano migliaia di persone intente a bere e a fumare via la notte, noi ne scegliamo uno guidati da uno spirito malvagio e una serie di drink si materializza di fronte ai nostri occhi, e poi ancora, e poi ancora. D'altronde è per questo che hanno inventato le carte di credito.
E poi non ricordo bene.
Ah sì.
Poi incominciamo a parlare con dei turchi e delle turchesse che pare un'ottima occasione per celebrare con altri giri di bevute.
E poi non ricordo bene.
Ah sì, ora mi ricordo tutto!
Ah no, mi sbagliavo.
L'ultimo ricordo sbiadito prima di svenire a letto è quello di Macs che legge le favole della buona notte a Camillo. Il canto del muezzin sale dalla Moschea Blu.

Qualcuno però mi deve spiegare perché la mattina, appena alzati, Macs sta cercando su internet come dire “calabroni gay” in turco.
Mah, cose turche insomma.

Macs, Matteo, Camillo se mi sono dimenticato dei pezzi della serata e volete colmare i buchi e rettificare le inesattezze sentitevi liberi di farlo!

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4 responses to Calabroni gioiosi (2/2)
  1. anonimo says:

    Faccio appello al quinto emendamento….
    maksim 

  2. andlosethenameofaction says:

    Maksim a Taksim…

  3. anonimo says:

    fantastico matte, sei un grande.

    posso sottoporre questo line instead?!?

  4. andlosethenameofaction says:

    Come mai non c'è nessuna sequenza con Matteo?
    I conti non tornano.
    Neanche sul suo file Excel!