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Camminando

 

Felicità e mancanza dDa Nagarkot cammino. Saluto le montagne dietro le nuove e mi dirigo verso Dulikhel, verso sud. Otto ore, probabilmente il percorso ne richiede sei ma tra un bambino ed un altro che mi chiede una foto i tempi si allungano e quando arrivo a Dulikhel è già buio. Il giorno dopo altre otto ore di marcia, prima verso il poco interessante tempio di Namobuddha e poi giù, verso il piccolo borgo di Panauti, terra di passati scontri tra governo e truppe maoiste.

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Durante i due giorni di scarpinate, immense risaie, donne vestite di rosso chine ad infilare piantine verdissime nel fango, povere tapine cariche di fascine, scemi del villaggio che ti accolgono all'ingresso di ogni abitato, una scolaresca in uniforme viola e scarpe decisamente poco adatte al terreno accompagnata dal prof. di scienze (che è anche il direttore della scuola ma che sobre todo è una checcaccia isterica di prima categoria), un sacco di domande, usano require al posto di ask e chiamano naughty boys i bambini dei villaggi che giocano nel fango e anche, visione surreale, un granchio (ma voi lo sapevate che i granchi di montagna sguazzano nei ruscelli? Io no). La gente che si incontra è, come al solito, gentilissima, accoglie lo straniero che passa con sorrisi enormi e lo guarda incuriosita quando si allontana.

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Questo è un post particolarmente poco ispirato, ma come ve lo spiego che sono stato proprio felice alla sola vista di una risaia?
 

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One response to Camminando
  1. usadifranciRDD says:

    uff…mi piacciono un sacco le tue foto! maledettissimo!!
    😀