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Cao Dai

Ah sì, quanto siete strani! Non muovetevi! Fermi! Giratevi di qui, fatevi fotografare, ahhh sììììì, un orgasmo collettivo si diffonde tra l'orda di touristi assiepati sulla balconata della santa sede del Cao Dai, nei dintorni di Saigon, mentre con gli ultimi ritrovati della scienza fotografica e teleobbiettivi grossi quanto tronchi immortalano i fedeli di questo strano quanto eclettico movimento religioso.

Il Cao Dai è una religione vietnamita, rivelata al fondatore nel 1926, che unisce elementi di Buddhismo, Taoismo e Cristianesimo in un unico culto. Tra i suoi tre (3) santi si annovera anche lo scrittore francese Victor Hugo (sic). I credenti devono partecipare a quattro funzioni durante il giorno, una ogni sei ore: la maggior parte dei fedeli durnante le cerimonie sono anziani, i giovini sono fuori a farsi spinelli o a leccare francobolli (questo almeno era quello che mia nonna pensava facessero i ragazzi nel tempo libero, quindi in mancanza di una spiegazione migliore per l'assenza di giovani mi piego a questa teoria). Il tempio è un'accozzaglia di elementi diversi: all'architettura della chiesa cristiana si aggiungono draghi dorati e mostri colorati; il simbolo principe del Cao Dai, l'occhio luminoso in un triangolo equilatero (preso direttamente dalla banconota statunitense da un dollaro), fa bella mostra di sè in ogni dettaglio del tempio, sul frontone e su ogni finestra.
All'interno del tempio, immense colonne rosa avviluppate da draghi neri reggono una volta che è dipinta con un cielo di azzurro e nuvole. Il tempio è diviso in sette grandi piattaforme che conducono alle sedie del papa del movimento e dei vescovi, proprio di fronte all'altare sul quale troneggia un enorme globo metallico ornato del famoso occhio.

Fondatore del Cao Dai: allora, per l'altare vorrei dei razzi, una coppia di elefanti d'avorio, un enorme globo con un occhio luminoso, degli angeli vendicatori con spade infuocate, dei demoni cinesi che frustano poveri peccatori, delle giraffe d'oro, una riproduzione dell'arca di Noé, un busto di Victor Hugo e delle palme di cartapesta.
Fornitore di Altari: be', ci sarebbe un problema…
FdCD: cosa? Avete finito le palme?!
FdA: …
FdCD: allora!?
FdA: be', anche.
FdCD: come anche? e gli elefanti?
FdA: pure.
FdCD: gli angeli ce li avete?
FdA: …
FdCD: almeno avete i demoni, avete i demoni vero? ditemi che avete i demoni, i demoni ci servono! abbiamo già stampato i volantini coi demoni, per San Victor Hugo!
FdA: a proposito di Victor Hugo…
FdCD: nonononono (si copre le orecchie con le mani e chiude gli occhi)
FdA: su, non faccia così, il globo con l'occhio ce l'abbiamo, di seconda mano ma ce l'abbiamo
FdCD: (asciugandosi le lacrime e singhiozzando), va bene, però voglio lo sconto.

Uomini e donne sono separati all'interno del tempio. Ogni cinque anni i praticanti del Cao Dai sono promossi e possono salire sulla piattaforma successiva durante le preghiere. La sedia del papa è vuota: è dal 1959 che non si trova nessuno degno di questa carica. Anche il casting per i vescovi non ha avuto molto successo: le loro sedie sono ugualmente vuote.

Lascio i fotografi cruogiolarsi nel loro piacere immenso mentre sbavano sui preganti sottostanti, ma qualche foto, prima di abbandonarli, la faccio anch'io.

IMG_7793 (Small)IMG_7800 (Small)IMG_7809 (Small)IMG_7811 (Small)IMG_7823 (Small)IMG_7834 (Small)IMG_7844 (Small)IMG_7852 (Small)IMG_7869 (Small)

Quando torno a Saigon mangio un piatto veramente crudele: un embrione d'anatra cotto nel suo uovo. Scusa anatroccolo.

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2 responses to Cao Dai
  1. anonimo says:

    Potevi risparmiarci la foto del povero anatroccolo mai nato….
    Zia Mita