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Castelli senza draghi

Visita del castello.
Io e Federico ci guardiamo: dove sono i draghi? dove sono i crociati che combattono? dove sono gli orchi che ti aspettano nella prossima stanza? Fregatura di castello ah, bello eh, ben conservato oh, macheppalle tutto sommato.

Castelli senza draghi

Castelli senza draghi


All'uscita troviamo una coppia di tedeschi accanto ad un familiare camion verde che ci raccontano dei loro viaggi tra Africa e Asia negli ultimi cinque anni. Lei è completamente fulminata, lui sembra ancora un signore distinto. Il camion, se non fossa di per il fatto che è di una tinta più chiaro, è identico a quello dell'altra coppia tedesca che avevo incrociato a Pokhara. Gli chiedo se per caso li conoscano, visto che usano lo stesso mezzo per spostarsi per il globo, e loro sì, mi dicono di averli incrociati, lei coi suoi occhi trasognati mi dice di ricordarsi di loro (e mi fornisce dei dettagli per cui capisco che non mente) ma non sa più se fosse in Arabia Saudita, in India o in Sud Africa.
Pokhara, Nepal, cara.
Ah sì, ecco bravo, hai ragione.

Castelli senza draghi
Convinco Federico, con la scusa che dobbiamo andare a salutare Elias, a fare un altro giro al villaggio: solo un mio sotterfugio per mettermi alla ricerca delle foto che ieri non ho fatto.
Elias non c'è ma veniamo invitati da un altro signore a prendere il tè da lui. Vorrei tanto fare delle foto a lui e a sua moglie ma non si può perché “lui ha indosso gli abiti da lavoro e la moglie è incinta”. Insomma, se non c'è dignità lo scatto non si fa. Non si fanno però problemi perché fotografi i tanti bambini che si aggirano nei paraggi tra cui uno di cui Federico è particolarmente entusiasta:

– Ma guardalo! Sembra Ninetto Davoli! L'hai fatta la foto a Ninetto!? Fai la foto a Ninetto! Miiii u-gua-le!

I bambini ridono e scherzano e fanno finta di scappare di fronte alla macchina fotografica ma alla fine anche Ninetto viene immortalato. Contento Federico?

Castelli senza draghiCastelli senza draghi

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Salutiamo il villaggio e il castello, ci mettiamo in un posto in cui non passa nemmeno una macchina a fare autostop (colpa mia) ma alla fine qualcuno ci carica e con un paio di altri cambi arriviamo finalmente a Latakia, dove io mi fermerò per la notte mentre Federico proseguirà fino al confine con la Turchia visto che tra un paio di giorni un aereo lo aspetta ad Istanbul: conta di arrivare fino ad Ankara stanotte, senza i miei maldestri consigli autostoppistici di sicuro ce la farà.

Lascio il mio bagaglio in hotel e accompagno Federico alla stazione dei minibus.
Ci salutiamo e ci abbracciamo, con lui se ne va un altro pezzo di Mar Musa: buon vento.

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3 responses to Castelli senza draghi
  1. anonimo says:

    Il signore con la kefiah ha uno sguardo e due facce.

    Marte

  2. andlosethenameofaction says:

    Aveva anche quattro mani, ma questo dalla foto non si capisce.