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Crédit Agricole du Burkina Faso

Mentre faccio colazione a base di biscotti pucciati in un tè iperdolce (“mi raccomando, poco zucchero”) il propietario dell'hotel mi infila un foglio sotto il naso.

– Scusa chi è il beneficiario?

Leggo distrattamente, sembrano delle coordinate bancarie.

– L'intestatario del conto.
– Ah, grazie.

Torna dopo un minuto per chiedermi un'altra informazione ed esamino meglio il contenuto del foglio. È quasi illeggibile, una copia schermo maldestramente stampata, immagino le parole più che leggerle. Bank account… Robert Muller… Crédit Agricole du Burkina Faso… 15.5 million dollar.

Guardo allibito il propietario dell'hotel.

– Guarda che è una truffa.
– Come una truffa?
– Ma sì, è vecchia come il cucco. Lasciami indovinare, il tipo ti ha scritto perché gli servono dei soldi per sbloccare il conto di qualcuno che è recentemente morto senza lasciare eredi. Vero?
– E come lo sai?, mi guarda allibito.

– Ma secondo te, uno che non hai mai visto ti offre così la metà, anzi il sessanta per cento, di quindici milioni di dollari e mezzo?

Gli spiego come funziona il raggiro e il concetto di spam: ci metto poco a convincerlo a non divulgare le proprie coordinate.

– Mi sembrava strano…

Però la moglie stenta a crederci, in pochi secondi sfuma la vita dorata, nel bel mezzo della spazzolatura dei denti, e mi guarda incredula con la bocca ancora circondata da schiuma di dentifricio, gli occhi sgranati.

– Sorry…

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