Blog

Diyarbakir la malfamata e un matrimonio (?) curdo

Passo gran parte della giornata in movimento e, complice il fatto che si dimentichino di dirmi che devo scendere e cambiare autobus, arrivo a Diyarbakir che è già buio.

Diyarbakir la malfamata e un matrimonio (?) curdo
Diyarbakir ha la fama di essere una delle città più malfamate di tutta la Turchia e ho letto parecchi racconti di violenza, scippi e brutti incontri: il luogo ideale per la mia passeggiata notturna tra vicoli scuri e… facce sorridenti dove non mi succede assolutamente niente.
Mi perdo ai lati della città e un bambino mi fa prendere una scorciatoia tra le mura cadute che pare un villaggio dell'ottocento (non che abbia visto l'ottocento in prima persona ma posso immaginare). Lo ringrazio e mi prometto di ripassarci alla luce del giorno.

Mentre passeggio sento un suono che pare quello di una chitarra elettrica. Mi faccio guidare dalla musica e scopro che le note non provengono da una chitarra ma da una specie di liuto dalla tastiera molto allungata, uno strumento tradizionale che assomiglia al sitar indiano, che qui chiamano con una varietà di nomi: baglama, divan sazi, bozuk, çögür, kopuz irizva, cura, tambura. Appena entrato, sulla mia destra, c'è una piccola orchestra: oltre al baglamista, ci sono un batterista e un ragazzo che picchia su una grancassa con quello che sembra il manico di un ombrello. Alla mia sinistra, un folto gruppo di uomini è seduto su dei bassi seggiolini di vimini. Di fronte a me le donne, in un gruppo separato. Dei bambini scorrazzano gioiosi per il grande salone. Un fila di uomini, spalla a spalla, che si tiene le mani per i mignoli danza al ritmo sincopato della musica, i busti leggermente protesi in avanti. Si muovono lateralmente, il capofila, identificato grazie a due foulard che tiene in mano, pare dare il ritmo e indicare le mosse che tutti seguiranno. Mentre la danza continua, descrivendo un ampio cerchio nell'angolo lasciato libero da donne e uomini, il capofila si stacca dalla fila ballerina e improvvisa un assolo che consiste in varie movenze accompagnate da sventagliamento di foulard e da un accucciamento progressivo, che si trasforma quasi in una danza cosacca ma che a me pare più simile all'imitazione di un gallo ruzzolante. Un signore getta dei soldi, dei dollari, al ballerino solista. Due ragazzi si gettano a recuperare i soldi e li depositano nei pressi dell'orchestra. Un cameraman riprende tutta la scena. Sono un po' confuso. Dove sono finito? Gli uomini tra cui mi sono seduto guardano con sguardo vacuo i ballerini, le donne, dall'altro lato, sembrano anch'esse piuttosto annoiate. Quando la musica finisce nessuno applaude. I bambini continuano a correre per il salone: uno tiene in mano un serpente di legno con cui terrorizza le bambine, un altro furoreggia con una spada laser, un piccolo cecchino si aggira con una pistola a ventosa che punta contro tutto e tutti, gli altri paiono intenti a raccogliere i filamenti di ferro dei bastoncini che fanno le scintille (hanno un nome in italiano? Il dizionario mi dice che sparkler si traduce con un poco soddisfacente fuoco d'artificio che emette piccole scintille. Inglese 1, italiano 0). Alcune bambine sono vestite come delle principesse, in ampi vestiti di tulle rosa, ma la maggior parte delle persone sembra portare il vestito di tutti i giorni. Anche le donne non portano niente di particolare, forse un foulard più vistoso del solito e qualche filo scintillante a decorare le loro tuniche, ma niente che dia troppo nell'occhio. Direi di essere ad un matrimonio ma mi stupisce l'atmosfera poco festosa e l'assenza di sfarzo. La musica riprende (identica o quasi a prima, mi sembra) e la danza riprende uguale a prima ma con un nuovo capofila, stesso copione: assolo, gallo ruzzolante, soldi, ragazzi che si gettano a recuperarli (i soldi sono sempre gli stessi).
Penso sia un matrimonio ma non vedo gli sposi.
Ad un certo punto una ragazza completamente ricoperta di paillette argento fa la sua comparsa nel gruppo delle donne: ha un vestito lungo ed un foulard in testa che brillano ad ogni movimento, anche le scarpe sono ricoperte di brillantini. Molto sobrio. Forse è la sposa ma anch'essa pare molto distaccata.
Non vedo da nessuna parte lo sposo però, o almeno, non riesco ad identificarlo tra la marea di uomini vestiti tutti allo stesso modo: pantaloni scuri e maglione nero.
Un uomo tiene in equilibrio sulla testa un ampio vassoio di ciambelle ricoperte da semi di sesamo che vende al pubblico seduto. Dei ragazzini corrono avanti e indietro a portare dei bicchierini di tè a tutti gli spettatori.
I bambini continuano a giocare: il pistolero ha perso la ventosa e sta cercando di sparare fuori un bastoncino appuntito, per fortuna senza riuscirci, lo spadaccino ha rotto la sua spada laser in uno scontro con due fanciulle e un filo di lucine di Natale pende ora floscio dall'elsa della sua spada. Il bambino col serpente invece continua imperterrito a far gridare le bambine.
Dopo la quinta danza che si ripete identica, se non fosse che il numero di partecipanti è sempre maggiore, col mio cervello di ballerino impedito confuso dai semplicissimi passi, decido di abbandonare l'assemblea, rinuncio ad identificare il marito e me ne vado abbastanza confuso. Era un matrimonio, vero? 

click here to share

Leave a Reply

4 responses to Diyarbakir la malfamata e un matrimonio (?) curdo
  1. anonimo says:

    Da piccola mia mamma ce le regalava sempre, le chiamava "fontanelle".
    E' un pò meno.."ruvido" di sparkler, no?
    Che sia il nome ufficiale però…chissà…

    Marte

  2. andlosethenameofaction says:

    Fontanelle, fontanelle.
    Mh, ci devo pensare.
    Aspetta un attimo.
    No.
    Se hai tempo vai in un negozio di fuochi d'artificio a controllare per favore?

  3. anonimo says:

    Le fonti ufficiali (negozi vari e aspiranti artificier)i mi dicono "stelline"

    🙂

    Marte

  4. andlosethenameofaction says:

    Mh… te ne compro una scatola quando torno.

    Matteo