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Il lungo treno per Lhasa

Annuncio del treno! Una massa scoordinata abbandona panchine e giacigli improvvisati e si lancia sul binario, turisti impacciati si mischiano a tibetani ingobbiti da pesanti carichi, tutti sul treno e si parte! Ancora una volta non sono riuscito a trovare posto nelle cuccette ed è con stoica resistenza che mi appresto a passare le venticinque ore successive su un minuscolo sedile senza braccioli ma sono contento: nel mio vagone un eterogeneo misto di tibetani, uiguri e cinesi mi guarda incuriosito evidentemente chiedendosi come mai il ricco turista occidentale stia viaggiando con loro. Di fianco a me c'è una bellissima coppia tibetana: lei, affascinante, pelle bianca e gote rosse, ricoperta di gioielli con grosse pietre, vestita con un abito tradizionale dalle molteplici forme, lui, un esempio di rock star tibetana, capelli cotonati e smalto sulle unghie dello stesso colore della ragazza, guarda estasiato il suo ultimo acquisto tecnologico, un telefonino sparamusica con cui allieterà tutto il vagone per il resto del viaggio. Sono felice di essere tra questa gente e il sorriso non m'abbandona. C'è una chiara distinzione etnica lungo i vagoni del treno: terza classe, poveri tibetani e uiguri, seconda classe, cinesi grassocci, prima classe, gruppo organizzato di turisti tedeschi. Ogni tanto i turisti ricchi si spingono nella povertà della terza classe per fare qualche foto pittoresca e, nonostante i tibetani non dicano niente, si percepisce che non gli vada troppo a genio di essere il soggetto di tanta attenzione. Quando invece tiro fuori la macchina fotografica io, che faccio parte di loro, sono loro i primi a volersi far fotografare e a mettersi in posa; approfitto di questa situazione e le foto diventano una scusa per scambiare qualche parola o cenno del capo quando la conversazione diventa impossibile.

Il lungo treno per LhasaIl lungo treno per LhasaIl lungo treno per Lhasa
Nonostante uno degli spettacoli più grandi sia all'interno del treno, al di fuori dal finestrino si susseguono scorci incredibili: immense (e dico immense) pianure lasciano il posto a fiumi e laghi, dolci montagne nascono all'orizzonte per poi scomparire, tende di nomadi e yak punteggiano il paesaggio. Non c'è bisogno di leggere o occupare il tempo altrimenti, osservare il panorama dal treno che molto lentamente s'inerpica sull'altopiano tibetano fa passare velocemente le ore ed è quasi con tristezza che accolgo le tenebre che scendono e nascondono il paesaggio.

Il lungo treno per Lhasa
La linea ferroviaria che collega Lhasa col resto della Cina è stata aperta nel luglio del 2006, come spesso succede coi grandi cantieri cinesi, due anni in anticipo sulla data prevista di fine lavori. Definita da molti un progetto impossibile è un grande lavoro di ingegneria: il treno si snoda attraverso passi montani alti più di cinquemila metri e in alcuni tratti i binari riposano su pilastri che affondano nel permafrost il quale deve essere artificialmente raffreddato durante la stagione calda. Il treno non è pressurizzato ma ogni sedile è equipaggiato con prese da cui è possibile rifornirsi d'ossigeno per alleviare il mal d'altitudine. Girando per il treno si vedono alcuni passeggeri con tubicini nel naso e viso sofferente: mal di testa e nausea sono comuni a queste altezze.

Il lungo treno per Lhasa
Bello il treno, bella la gente, ma dopo un po' non ce la faccio più, odio il sedile e mi sdraio nel corridoio, chinese style, per riuscire a dormire qualche ora. Quando mi sveglio il sole basso illumina d'una luce surreale tutto il vagone, è facile dimenticare la stanchezza e il torpore della membra e riperdersi nell'infinito paesaggio che scorre rapido fuori dal finestrino.

Il lungo treno per Lhasa
Quando arrivo a Lhasa il sole splende alto nel cielo e il cielo è dell'azzurro più profondo che abbia mai visto.

Il lungo treno per Lhasa

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2 responses to Il lungo treno per Lhasa
  1. anonimo says:

    che bello, mi sembra davvero di viverlo con te questo viaggio…ma quando hai iniziato? per puro piacere o con qualche altra "scusa"?

    Francesca
    regina del deserto

  2. anonimo says:

    bello m-ino veramente bello!
    buona continuazione e non ti scordare di scrivere!
    bacio birretta