Blog

Il potere della mente

Mi sveglio sul duro letto dell'hotel di buon'ora per prendere il primo autobus per tornare ad An Shun ma quando scendo l'uscita è sbarrata e non c'è nessuno in vista. Aspetto pazientemente una mezz'ora prima che scenda qualcuno, osservo attraverso la grata gli studenti che si dirigono a scuola. La strada è piena di bambini che mangiano prima di andare a lezione e di manovali che aspettano che qualcuno li assuma per la giornata, decido che non vale la pena di andare di fretta e vado verso il centro per procacciare una qualche forma di colazione. Alcuni cinesi, uomini, donne e bambini indiscriminatamente, mi fissano e mi rendo infine conto che quello che si legge nei loro neri occhi a mandorla non è curiosità ma incredulità: cosa ci fai tu qui? Gli sguardi non sono dei più amichevoli ma non c'è cattiveria, come un cane che abbaia ma che poi si fa accarezzare e scodinzola quando tendi la mano, e basta un “Nihao” per rompere il ghiaccio e provocare entusiasti sorrisi e così continuo, per il resto del tragitto, diversamente da come mi ha abituato il Vietnam, a salutare per primo, ad alzare la mano e a volte, imbarazzata, la gente abbassa lo sguardo e sgambetta via velocemente ma la maggior parte delle volte pare molto contenta di quest'approccio.

Il potere della menteIl potere della menteIl potere della mente

Quello che dicono tutti è vero: bastano poche parole in cinese per ottenere una reazione positiva e, pieno di belle speranze, passo tutto il viaggio di ritorno in autobus (altrettanto lungo nonostante non ci sia nessuna ruota bucata a questo giro) ad imparare qualche frase in cinese che dimentico non appena chiuso il libro. Nella prima parte del viaggio mi accontento di leggere la trascrizione fonetica dei caratteri cinesi ma alla fine mi faccio affascinare da questi strani simboli e mi rendo conto che non sono poi così inintelligibili. Nel 1958 la Cina ha adottato un sistema di simboli semplificati, per diminuire il tasso di analfabetismo, facilmente distinguibili rispetto al complicato insieme di curve e arzigogoli che ancora si trova su qualche decorazione o nelle antiche scritte: tra i due sistemi c'è la stessa differenza tra un testo in stampatello maiuscolo e il corsivo incomprensibile del vostro medico di fiducia. Ad ogni simbolo corrisponde un significato ma anche un suono che viene usato nella traslitterazione di parole straniere o nomi di posti. Il suono associato all'ideogramma in realtà cambia a seconda della regione e della pronuncia ma il simbolo non cambia mai, così cinesi che non si capiscono tra di loro possono sempre comunicare in forma scritta: è per questo che i film in cinese sono sempre sottotitolati (in cinese) e che il perso autista del taxi che avevamo preso a Kunming mi aveva porto un bigliettino con su scritto “indirizzo?” in caratteri cinesi (già, forse quello che parlo è la tua lingua, ma con un accento diverso). Più simboli di base vengono poi associati per creare per creare parole più complesse, per esempio i verbi “mǎi” (comprare) e “mài” (vendere, l'accento è diverso) vengono combinati in “mǎimài”, ovvero “vendere-comprare”, ovvero “commercio”. Vi lascio pensare alle possibili combinazioni quando i caratteri (semplificati) di base sono qualche migliaio…
Pregherei ogni sinologo alla lettura di non contraddire il frutto di un lungo studio durato quasi due ore.

Questa mia nuova apertura nei confronti dei cinesi deve comunicarsi anche al loro ipotalamo (l'ipotalamo, secondo un mio amico, è quel centro nervoso che permette alle ragazze di sapere quando qualcuno le sta osservando, ma questo misterioso organo deve evidentemente svolgere anche altre funzioni) e adesso ricevo saluti, sguardi e sorrisi come mai prima mentre cammino per le vie di An Shun, c'è persino gente che si lascia finalmente fotografare ed un vecchio ubriacone che non capisce il significato della parola sorriso addirittura insiste perché lo prenda in foto e mi offre una sigaretta alla fine. Fantastico cosa può fare il potere della mente, concedetemene ancora un po' e sarete tutti i miei burattini uahahah.

Il potere della menteIl potere della menteIl potere della menteIl potere della menteIl potere della menteIl potere della mente

click here to share

Leave a Reply

2 responses to Il potere della mente
  1. Evelyndreams says:

    La cina è un paese sconosciuto per me ed è bello trovare una persona che te lo racconta nella semplice quotidianità!! E' piacevole leggerti!!

  2. anonimo says:

    Mi fa piacere seguire il tuo lento viaggio di rientro e ti attendo in Italia per finalmente cenare insieme a Borgomanero
    you know who…