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Intenzioni svelate

Colazione con Mehmet e famiglia e solito baciamano a cui ormai mi presto con piacere quasi mafioso.
Quando finiamo di mangiare Mehmet vuole portarmi in giro per la città in motorino. Cerco di spiegargli che mi piace andare a spasso per i fatti miei ma insiste talmente tanto che alla fine accetto un passaggio. Mi riporta alle grotte, dove non volevo andare, e mi chiede cinque lire per la benzina. Gli caccio cinque monetine in mano e poi gli dico di eclissarsi e, finalmente, capisce.
Qui proprio non ci volevo venire, avevo altri piani per la giornata, ma faccio di necessità virtù e dopo aver visitato la chiesa di San Paolo (una grotta con in mezzo un altare) vado a fare una lunga passeggiata nella valle che si apre sulla città di Antakya. Bellissimi paesaggi a strapiombo su un fiumiciattolo pieno di sacchetti di plastica, bambini che giocano con le trottole, capre inerpicate su impossibili dirupi e vecchie inchinate che raccolgono erbette.

Intenzioni svelate
Cammino a lungo e quando capisco che questa passeggiata può continuare all'infinito preferisco fare dietro front e ripassare nel colorito villaggio nel quale mi sono trovato ieri, rincontro dei visi che ho notato il giorno prima e lascio che il caso mi trasporti tra una stradina e l'altra.

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Quando torno verso il centro il sole sta per calare e, dopo aver visitato il museo dei mosaici (vi dirò, bello), mi abbuffo di baclava al pistacchio che sono una meraviglia e ritorno verso casa di Mehmet.
Anche questa sera non c'è, mi rinchiudo nella mia stanza e mi addormento prestissimo.

La mattina seguente, ormai con zaino in spalla e pronto a partire, Mehmet mi accompagna alla porta e incomincia a dirmi “sai, ieri era il compleanno di Zeynep e mi sono dimenticato di farle il regalo… ma ho solo quaranta lire, non puoi darmi una mano?”.
Se non fosse stato per i commenti negativi letti su couchsurfing probabilmente il mio cuore si sarebbe mosso a pietà, ma alla loro luce mi sembra una pietosa messa in scena.
Lo guardo, deluso (l'essenza di CS è altra), senza dire niente e scuoto la testa.
Mehmet allora cambia espressione e comincia a scusarsi, evidentemente imbarazzato, mi ricorda di scrivergli un buon commento sul sito e si affretta a chiudere la porta.
Non penso lo farò.

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