Blog

Isfahan con G.T. e le Antonelle

Un detto persiano afferma che “Isfahan è la metà del mondo” ed un poeta descrisse la città attraverso una metafora animale: “se il mondo fosse un pavone, Isfahan ne sarebbe la coda”. Questi detti rivaleggiano col nostro “vedi Napoli e poi muori” o anche “se Parigi avesse il mare sarebbe una piccola Bari” ma l'esagerazione ovviamente la fa da padrone e per quanto Isfahan possa essere bella, di sicuro non regge il confronto con le capitali europee.

Guglielmina ed io arriviamo a tarda sera e fa un freddo porco (sempre per gli standard locali, una felpa in più ed il problema è risolto). Appena arrivati conosciamo Antonella, ragazza che lavora all'ambasciata italiana a Teheran e che ravviva il mio amore per queste istituzioni parlandoci della generale atmosfera di cazzeggio e degli stipendi (mensili) a quattro zeri e della vita dorata dei diplomatici (eeeehhh, ooooohhh, spreeeecoooo, taaagliiiii). Non venitemi a dire che è un sacrificio e che per questo bisogna essere altamente remunerati, per favore. OK, basta con l'odio per le ambasciate. Comunque ricordatevi che dovete bruciare tutte. Basta, davvero, la smetto.
Antonella, che vive in Iran da un paio di mesi, ci racconta della vita di una donna nella capitale, con tutta una serie di aneddoti interessanti ma quello che stuzzica di più la mia immaginazione di uomo, ovviamente, è quello delle feste sfrenate che si svolgono nelle ville montane nei pressi di Teheran dove orde di giovani si dirigono per ballare fino alle cinque di mattina, fumare, bere, dove le donne si svestono e mostrano minigonne microscopiche e tacchi stratosferici e dove lo scambio di fluidi tra i due sessi raggiunge dei livelli che Antonella definisce “scandinavi”.

Isfahan con G.T. e le Antonelle
G.T. ed io facciamo la nostra prima passeggiata annoiata in un venerdì di festa in cui tutto è chiuso. Ci godiamo l'immensa piazza Imam Khomeini che è effettivamente impressionante e ambisce al titolo di seconda piazza più grande del mondo: a quanto pare tutti sono d'accordo nel dire che piazza Tianan'men sia la più vasta al mondo ma per la seconda ci sono diverse varianti, che vanno dalla piazza Rossa di Mosca, a piazza Vittorio a Torino. Però insomma, è grande, e circondata da antichi edifici su tutti i lati tra cui due tra le moschee più belle al mondo (dicono) ed il bazar coperto da ampie arcate.
Diverse famiglie hanno steso delle coperte sui suoi giardini o sui marciapiedi e con grossi pentoloni si godono una delle attività iraniane preferite, il picnic.
Come Guglielmina Tagliente ha imparato a proprie spese (e così Chinnamasta) se c'è da mangiare mangio come l'ultimo dei maiali (in termini di quantità, sia chiaro, non in termini di maniere) ma se non ci sono piatti gustosi in vista posso digiunare senza troppi problemi: sto diventando una specie di cammello del cibo. Chi si trova ad accompagnarmi purtroppo è soggetto allo stesso regime, e guai a sgarrare. Sulla spianata della piazza Imam Khomeini, però, i morsi della fame cominciano ad attanagliare Guglielmaccia che comincia a lamentarsi lievemente. A peggiorare la sua situazione c'è il fatto che è vegetariana ed essere vegetariani in Iran è un po' come essere un eunuco nell'harem del sultano: carne, carne, carne ovunque, anche sotto le coperte in caso ti venga voglia di sostanza animale nel bel mezzo della notte. G.T. comincia a dare segni di scompenso. Mi allontano un attimo per fare qualche foto e quando mi giro ha raggiunto uno dei tanti picnic che, incredibile, la sta nutrendo senza il mio permesso, stranamente con una zuppa senza carne. Stanno ridendo e scherzando.
Nella mia immensa bontà li raggiungo e, come mi fa notare Guglielmina in seguito, appena mi siedo smettono di parlare con lei e si rivolgono solo a me: anche questo è abbastanza indicativo della situazione della donna in Iran, sempre subordinata all'uomo.
Incominciamo con le solite domande e poi la persona che dirige la conversazione, un tassista che ha studiato per due anni architettura prima di mollare e che quindi parla inglese abbastanza bene, comincia a farmi delle domande di tono più politico: cosa ne pensi dell'Iran? Cosa ne pensano in Italia dell'Iran? Cosa ne pensi degli Stati Uniti (e qui, una delle donne interviene esclamando “Terrorist!”)? Cosa ne pensi di Israele? Chi preferisci tra Ahmadinejad e Khamenei (evviva l'imbarazzo della scelta, meglio ricevere un calcio in culo o un bel manrovescio?)? Resto calmo per tutto il tempo e cerco di dare risposte piuttosto diplomatiche ma all'ennesima domanda stupida (per quanto innocente) parto in un lungo monologo che fa sorridere Guglielmina per la sua inutilità (sembra effettivamente di cercare di svuotare il mare con una cannuccia) e che si riassume più o meno così: smetti di guardare la televisione e credere a tutto quello che dicono i giornali, il mondo è diverso da come ci viene raccontato, servono i nemici per mantenere il potere e guarda io sono qui vivo, vegeto e contento in quello che all'estero viene descritto come il covo di tutti i mali. Vox clamantis in deserto, penso, purtroppo.

Isfahan con G.T. e le AntonelleIsfahan con G.T. e le AntonelleIsfahan con G.T. e le AntonelleIsfahan con G.T. e le Antonelle
Nell'ultimo giorno di Guglielmina a Isfahan (la sera dovrà prendere un treno per Teheran con Antonella) facciamo i turisti d'assalto e andiamo a visitare tutte le attrazioni della città tra cui i minareti oscillanti (un mausoleo che sfiora il ridicolo: ogni ora un omettino sale in uno dei minareti e con forti scossoni lo fa vibrare mandando in risonanza l'altro che si muove con la stessa frequenza. Ooohh esclamano gli astanti mentre G.T. ed io ci guardiamo confusi e ci chiediamo come sia stato scritto l'annuncio per la ricerca di questa fantastica posizione: “cercasi scuotitore di minareti con esperienza almeno quinquennale, max quarantenne, con profondo sprezzo del pericolo e possibilmente senza famiglia causa possibili crolli, paga competitiva, benefit, pensione”) e le rovine di un tempio zoroastriano poco lontano (su un impervia collina e solo arrivati in cima G.T. si ricorda che soffre di vertigini). Concludiamo la giornata a Jolfa, il quartiere armeno pieno di chiese e di caffè. La cattedrale è molto bella e l'annesso museo, una via di mezzo tra una galleria d'arte ed un memoriale allo sterminio armeno, è quantomai interessante. Si respira una bella atmosfera in quest'oasi di pace e il sole che sta calando riscalda con colori caldi i muri della cattedrale.

Isfahan con G.T. e le AntonelleIsfahan con G.T. e le Antonelle
Quando esco trovo Guglielmina intenta a parlare con due ragazze che, guarda caso, si chiamano Antonella e Antonella. Sono simpatiche e contente di parlare con dei turisti; decidiamo di andare con loro a prendere un caffè in un locale poco lontano. Il caffè è pure buono (anche se un espresso costa tre dollari. Ah! Italia! Paese perfetto per gli amanti del caffè!) e parliamo per un po' con le Antonelle. Antonella studia turismo e parla bene inglese e mi stupisce quando mi dice che scrive i testi per una band depressive black metal. Ah. L'altra Antonella parla poco ma ogni tanto sorride. Si offendono quando paghiamo noi il conto, ci salutiamo, ci scambiamo i numeri di telefono e andiamo ad incontrare Antonella per un'ultima cena assieme ed una passeggiata nel bazar in cui Gugliemina si scatena in ogni tipo d'acquisto.

Isfahan con G.T. e le AntonelleIsfahan con G.T. e le Antonelle 

Isfahan con G.T. e le AntonelleIsfahan con G.T. e le Antonelle


G.T. deve partire. Restiamo sulla porta dell'hotel a farci un ultima chiacchierata aspettando il taxi: per quanto sia rimasta poco in mia compagnia e pochissimo in Iran, mi dispiace vederla andare via. Non solo è stata una piacevole presenza ma mi ha anche trasmesso un sacco di energia per continuare il viaggio e per preparare il ritorno. Viaggiatrice esperta che ha solcato le strade del mondo mi lascia con due perle di saggezza: “quando si viaggia per un anno il rischio non è di sprecare l'anno in cui si viaggia ma quello successivo” e anche “Matteo, te l'avevo detto che sono perfetta”.

Ciao G.T. divertiti a Teheran.

click here to share

Comments are closed.