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Namaste Tansen!

Namaste Tansen!
Appena arrivato in Nepal pensavo che il
namaste con cui tutti ti accolgono fosse riservato unicamente ai turisti ma dopo poco ho dovuto ricredermi: per quanto formale questo saluto viene usato anche tra i locali. Namaste, saluto il piccolo Dio che è in te. Bello come convenevole, facile partire col piede giusto.
A Tansen hanno portato l'arte del saluto a tutt'altro livello rendendo questo villaggio che vede pochi turisti uno dei posti più amichevoli che mi sia stato dato di visitare in Nepal: gli uomini, le donne, e soprattutto i bambini che ti incrociano per strada si fermano per un momento, giungono le mani in preghiera ad altezza del viso e con un ampio sorriso ti benedicono con un
namaste che non può che renderti felice. La scena si ripete in continuazione e quando i bambini, portati sulla schiena in ampi teli, sono troppo piccoli per salutarti spontaneamente sono le mamme a giungergli le mani e a sussurrargli all'orecchio namaste namaste finché un suono simile non esce dalla bocca del pargolo.

Tansen non è bella di per sé ma da qui partono un sacco di passeggiate molto belle che attraversano villaggi e fitte foreste, con all'orizzonte la costante presenza dell'Annapurna e del Machhapuchhare (ovviamente durante la stagione secca, io le ho solo intraviste tra un nuvolone ed un altro).

La passeggiata che porta a Ranighat, un'enorme villa (nota per i bucolici: perfetta per la prossima bucolica) costruita dall'antico governatore, ai bordi di un fiume in piena è particolarmente interessante: tre ore per un dislivello di ottocento metri e quattro per risalire fino a Tansen. Un sacco di villaggi, bambini che giocano nudi di fianco al fiume, farfalle, lucertoloni e fitta vegetazione.

Namaste Tansen!Namaste Tansen!Namaste Tansen!Namaste Tansen!Namaste Tansen!Namaste Tansen!Namaste Tansen!

Namaste Tansen!

Ogni passeggiata però porta con sé il proprio mistero e quello di questa è riportato qui sotto:

Namaste Tansen!
Non so cosa sia. Io, che ho svelato l'irresolubile mistero delle matite e degli elastici abbandonati sui marciapiedi di Londra, sono abbastanza allibito di fronte a questa scoperta: propendo per l'atterraggio di una micronavicella aliena proprio su questa foglia. Non ci sono altre spiegazioni plausibili. Temete il peggio.

Quando torno a Tansen sono madido di sudore e più inzuppato che se non mi fossi buttato vestito in una piscina. Mi bevo un litro d'acqua come se fosse un caffè ristretto e scopro la migliore spacciatrice di samosa che esista in Nepal: buo-nis-si-mi. Dopo il primo ne seguono altri cinque come se niente fosse e concludo il lauto pasto con due belle pallazze d'aglio e cipolla fritte. Il conto? L'equivalente di quaranta centesimi.

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4 responses to Namaste Tansen!
  1. anonimo says:

    matte puoi già prenotare  la villetta dal venerdi alla domenica di fine ottobre e come sempre dici che siamo in 8 ma poi ci presentiamo il 19 + figli ! grazie M1 🙂 

  2. usadifranciRDD says:

    secondo me è la prova inconfutabile che c'è un maniaco tatuatore che si allena sulle foglie per poi riproporre tali fantasie sulla pelle di qualche turista addormentato!

  3. Aesille says:

    Povera fogliolina indifesa! T.T
    xD.. bellissime foto complimenti!

  4. andlosethenameofaction says:

    @M1: la classica insomma, porta il navigatore che avevamo usato a Hyeres, ahah te lo ricordi? 
    @Franci: vince ancora la mia teoria.
    @Aesille: magari quella foglia s'è sacrificata per noi.