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Nella città più vecchia del mondo

Nella città più vecchia del mondo

Un taxi troppo caro per arrivare fino in centro, un hotel col letto più scomodo della storia e un freddo che mi coglie impreparato fanno sì che Yadz ed io non partiamo proprio col piede giusto, non ci stiamo subito simpatici. La mia prima passeggiata notturna, giusto per sgranchire la gambe dopo aver passato tutta la giornata in camion con Russof e vedere cosa la città avrà da offrire l'indomani, si conclude con dei ragazzi afghani (a Yadz se ne vedono un sacco) che mi danno un passaggio in motorino fino al mio alloggio ridendo, scherzando, facendomi la lista di tutti i giocatori di calcio che gli vengono in mente (e io cerco di spiegargli che secondo me l'Italia sarebbe un posto migliore se tutti i giocatori di calcio si estinguessero di colpo (e possibilmente con dolore) ma le mie parole si perdono nel vento), battendosi il petto gridando “Afghan! Afghan!” e soprattutto guidando nel più spericolato dei modi.

Il giorno seguente trovo una città piena di sorrisi e gente che vuole farsi fotografare tra cui, con mia sorpresa, anche delle donne.

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Passeggio tra i vicoli di una città antichissima, forse la città più vecchia al mondo dice qualcuno: Russof, a gesti, mi aveva fatto capire che la città avesse quattromila e cinquecento anni (punta verso di sé e si scrive sulla mano 3-2 con una biro, guarda fuori dal finestrino e si scrive sul palmo 4-5-0-0), o forse duemila come dice qualcun altro, o secondo alcuni addirittura settemila. Insomma è antica.

Le case sono costruite con mattoni di fango e intonacate con fango e paglia, evidentemente qui non deve piovere molto o la città si sarebbe già ridotta ad un'enorme poltiglia. Da molte costruzioni spiccano le famose “torri del vento”, degli stratagemmi architetturali per raccogliere il vento e convogliarlo in una sala sotterranea di modo da mantenerla fresca nell'arsura delle giornate estive dove la temperatura può facilmente raggiungere i cinquanta gradi.

Nella città più vecchia del mondo
Visitando la città e la sue impronte zoroastriane mi rendo conto che le famose donne col cappuccio che avevo visto a Mumbai non sono altro che le discendenti degli esuli che mille anni fa decisero di lasciare la Persia, rifugiandosi in India (a Mumbai per l'appunto), piuttosto che convertirsi all'Islam. Ecco da dove proviene la comunità dei Parsi in India. Ah sì, non si smette proprio mai d'imparare.

Nella città più vecchia del mondoNella città più vecchia del mondoNella città più vecchia del mondoNella città più vecchia del mondoNella città più vecchia del mondoNella città più vecchia del mondoNella città più vecchia del mondoNella città più vecchia del mondoNel tardo pomeriggio, dopo quella che sembra una vita, trovo un hotel con wifi dove prendere un tè e passare qualche ora di fronte ad un computer. Quasi un ideale di vita. Sembra passato un secolo dall'ultima volta in cui ho trovato un accesso libero (India maledetta).


Quando la batteria decide di porre un fine al mio idillio tecnologico ritorno verso l'hotel ma ovviamente mi perdo in una parte della città che proprio non mi dice niente e più cerco di orientarmi più mi allontano dalla mia destinazione. Dove sono i simpatici ragazzi afghani adesso? Se non altro nel mio girovagare senza senso trovo per strada una mazzetta da centocinquantamila Rial. Oh, non eccitiamoci, sono quindici dollari. Ne pago diecimila ad un tassista per riportarmi all'hotel ed ero effettivamente lontanissimo.

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4 responses to Nella città più vecchia del mondo
  1. anonimo says:

    Beh…i tuoi problemi per orientarti gli avevo gia' capito il giorno che quasi perdi l'areo che ti portava via della Australia…quanto abbiamo girate le stradine di Elwood: …mah si, sono sicuro e qua all'angolo…
    infatti non ci avevo mai pensato, sei sicuro di essere in Iran :-P???
    Baciiii
    M.

  2. andlosethenameofaction says:

    Boh? Ora che mi ci fai pensare non sono tanto sicuro… le scritte sono tutte strane, magari mi trovo davvero in un altro posto e non me ne sono reso conto!

  3. anonimo says:

    …."e un freddo che mi coglie impreparato"  
    ma scusa , cosa ti avevo detto via skype 2 settimane fa? ascolta i tuoi amici lontani/vicini ogni tanto. 
    m1

  4. andlosethenameofaction says:

    Via skype avresti dovuto mandarmi una giacca, altrochè!