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Nirvana della fotografia ad Hanoi

Palazzi giganti e ingorghi infiniti danno il benvenuto al turista che decide di arrivare ad Hanoi via terra, una lieve coltre di smog e polvere offusca i condomini che si vedono in lontananza.
Dalla stazione degli autobus al vecchio quartiere, dove vanno a cacciarsi tutti i turisti, si procede a passo d'uomo ma una volta arrivati si è accolti da un universo di stradine e dedali inaccessibili alle auto che sa di altri tempi, solo il rumore dei motorini rombanti ti riporta al presente.

Passo qualche giorno tranquillo ad Hanoi, tra passeggiate senza meta in giro per la città, economiche birre alla spina sorseggiate su bassi sgabelli di plastica e turistate varie.

La città ha un'altra fibra ed un altro ritmo rispetto all'altra metropoli del paese, Saigon. Nonostante gli edifici siano più bassi e più diroccati si percepisce più ricchezza: forse è il maggior numero di automobili, forse gli edifici sopravvissuti al periodo coloniale francese o forse è semplicemente la vicinanza al potere politico che fa sembrare la città più abbiente.
Anche le ragazze di Hanoi sono diverse da quelle di Saigon. Mi aspettavo che in prossimità del centro militare del paese i costumi fossero più severi, invece, nonostante la temperatura sia molto più bassa rispetto a Saigon, c'è molta più carne in mostra e le corte gambe vietnamite sono messe in risalto da tacchi vertiginosi e pantaloncini minimalisti.

Nirvana della fotografia ad HanoiNirvana della fotografia ad Hanoi

Sono contento di essere ad Hanoi per le celebrazioni che ci saranno il primo maggio per il trentacinquesimo anniversario della liberazione del Vietnam del sud, sono curioso di vedere come celebreranno i vietnamiti. In città si preparano palchi e le bandiere con la stella gialla su sfondo rosso ricoprono a decine ogni edificio, anche il più povero e fatiscente. Passeggio spesso per la città, solo o con le mie compagne di viaggio, ma non riesco mai ad orientarmi e di solito quando sono completamente perso lascio che uno dei vari motociclisti mi accosti per farmi riportare in zone più conosciute.

Sono giorni tranquilli ad Hanoi, punteggiati da lunghe serate che trasformano le mattine in notti e i pomeriggi in mattine dove si esce a fare colazione: il ritmo è molto lento e rilassato.

Con la macchina fotografica sempre a tracolla, faccio qualche scatto distratto e poco convinto. L'unico avvistamento degno di nota, su un banchetto di uno dei tanti mercati all'aperto, è quello di un cane alla griglia: pensavo fosse solo una leggenda metropolitana, invece i cani sono davvero parte del menu. La donna dietro al bancone è piuttosto indispettita dalla mia curiosità ma non mi posso trattenere dall'osservare a lungo l'arrosto di cane.

Nirvana della fotografia ad HanoiNirvana della fotografia ad Hanoi

Vicino al laghetto del centro c'è un parco dove i genitori possono noleggiare delle macchinine elettriche su cui piazzare i figli, che guidano gioiosamente ed imparano precocemente a falciare i pedoni con le loro automobiline. I bambini più piccoli sono su mezzi radiocomandati dai genitori, quelli più grandicelli sono autonomi ma più o meno ogni trenta secondi il padre o la madre sono obbligati a corrergli dietro per evitare che si inseriscano nel traffico vero: una delle strade più trafficate di tutta Hanoi è a pochi passi. La scena è abbastanza divertente e uno di questi feroci pirati della strada in erba si pianta a tutta velocità contro le mie ginocchia mentre sono indaffarato a fare foto ad un altro bambino: miracolosamente riesco a ripartire sulle mie gambe e non ho neanche la più leggera ammaccatura. Il paraurti del futuro è già stato inventato.

Nirvana della fotografia ad Hanoi

Un giorno decidiamo di andare a vedere l'osceno spettacolo delle marionette sull'acqua, tradizione di cui il Vietnam va fierissimo. Amy e Susie si addormentano durante i primi tre minuti della rappresentazione, io purtroppo riesco a resistere al sonno e guardo inorridito lo spettacolo di questi playmobil giganti che galleggiano sull'acqua e che si dibattono in scene senza né capo né coda mentre un gruppo di musica tradizionale suona dal vivo melodie spezzatimpani. Il tutto dovrebbe essere vietato o almeno dovrebbero consigliare ai turisti di starne lontano.

Nirvana della fotografia ad Hanoi

All'uscita del teatro delle marionette le mie amiche decidono di continuare a dormire in hotel, io, coi nervi ancora scossi, decido di restare a spasso. Ed è lì che succede. Non penso sia mai successo prima e spero che ricapiti presto anche se ne dubito. Entro nel Nirvana della fotografia. Passeggiando nei pressi del laghetto vedo un bambino vestito da superman: gli sorrido, mi piacerebbe tanto fotografarlo, stringo la macchina tra le mani ma non oso, non voglio importunare né lui né la mamma che lo accompagna. Ma mentre faccio foto svogliate ad un anonimo vaso di fiori una mano mi picchietta sulla spalla: è la mamma di superman, vuole che faccia delle foto al bambino e che gliele mandi via mail. Ma certo! Copro il bambino di scatti e un capannello di gente si forma alle mie spalle: lo faccio mettere in ogni possibile posa da supereroe e un gruppo di bambini comincia ovviamente a prenderlo sonoramente per il culo ma non vi bado. Mi faccio dare l'indirizzo di posta elettronica e continuo il mio girovagare a due passi da terra, contentissimo. Essere nel Nirvana della fotografia consiste nel non ottenere nessun diniego quando si chiede il permesso di fare una foto e scattare al momento giusto per cogliere l'istante voluto, entrare nella vita delle persone attraverso un'immagine; addirittura durante la mia passeggiata la gente esce dal proprio negozio e mi chiede di essere immortalata, così, tanto per farmi un piacere e poi se ne va soddisfatta dopo aver visto il risultato. Non ho mai avuto la pretesa di ritenermi un fotografo, faccio foto durante i miei viaggi perché non mi piace comprare roba nei mercatini o collezionare cartoline, ad ognuno la sua fisima turistica, la foto è la mia, neanche tanto originale tutto sommato: il modo con cui scatto nelle ore successive però è diverso dal solito, mi sento un tutt'uno con la macchina ed è un'esperienza nuova. Non dico che le foto scattate in questo breve periodo siano più belle o interessanti di tante altre ma le sensazioni legate ad esse lo sono certamente. Scatto dopo scatto, arrivo casualmente in una stretta stradina in cui passano i binari del treno e dove la gente si attarda a prendere il té o a chiacchierare col vicino, tra le bandiere rosse che contrastano col grigiore del quartiere. È un posto straziantemente bello e vi passo un bel po' di tempo tra i sorrisi della gente. Grazie a qualche strana associazione mentale canto per tutto il tempo il ritornello di "forever young" degli Alphaville e caccio ogni altra canzone che si affaccia sulle mie labbra. Quando esco dal Nirvana della fotografia ormai è tardi e le mie amiche mi aspettano per cena, nessun ritardo fu mai più giustificato.

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2 responses to Nirvana della fotografia ad Hanoi
  1. anonimo says:

    mi raccomando! mantieni la promessa.
    spedisci le foto alla mamma di superman e chiunque abbia il "coraggio" di chiedertelo. 

    "Loi "Svensson 

  2. andlosethenameofaction says:

    Foto mandate il giorno stesso ma adesso la simpatica mammina continua a mandarmi degli inviti a dei social network vietnamiti!