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Orchha, ovvero un uomo chiamato fastidio

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Potrei dirivi tante cose di Orchha, che è un posto bellissimo ma tenuto così male che quasi si ha voglia di prendere a schiaffoni i sei inservienti che ti vendono il biglietto d'ingresso e non fanno una mazza per tutto il giorno, che ci sono un sacco di mosche e che è difficile fare una colazione decente ma tutto ciò scompare di fronte a lui.
L'uomo più fastidioso di tutta l'India.
Ah sì.
Gli indiani riescono a farti girare le palle in men che non si dica. Ti avvicinano, ti guardano come un alieno, ti osservano per interi minuti senza sbattere le palpebre e alla fine ti chiedono “which country do you belong?” o domande sgrammaticalmente simili. Ma lui no.
Sa fare di meglio.
Egli usa solo tre parole.
Yes. Ma'am. Hello.
Ma le usa a raffica, ininterrottamente.
Lo incontriamo di fianco al fiume in cui decidiamo di passare una giornata d'ozio.
Solo il suo aspetto indisporrebbe anche Gandhi (magari vi parlo di Gandhi un'altra volta).
In mutande di fronte a noi da il peggio di sé, con delle gambe rachitiche e una pancia prominente piena di cellulite.
Ha delle lunghe unghie sporche di cui va fierissimo e con cui si propone di schiacciare la pustola purulenta sul mio piede ancora gonfio.
Ogni tre secondi punta Chinnamarella e le fa segno di buttarsi in acqua. Con lui.
Una.
Due.
Tre.
Dieci.
Seicentonovantasette volte ininterrottamente.
Yes! Ma'am! Hello! Yes!
Le proviamo di tutte per ignorarlo: la gentilezza, l'indifferenza, le minacce, le pietre, ma no, lui sta lì impassibile, con le sue tre parole in inglese che scaglia contro di noi come se fossero schiaffoni. Yes! Paff! Ma'am! Thump! Hello! Bang! Ogni parola un colpo che incassiamo.
Quando finisce le parole incomincia a fischiare. Mette una piccola conchiglia a spirale tra il medio e l'indice e soffia appoggiando le labbra alle nocche: ne esce un fischio acutissimo e vuole che provi anch'io.
Chinnabrassa mi guarda con occhi d'odio ma non resisto alla tentazione di imparare un rumore nuovo.
Inserisco la conchiglia e soffio. Un fischio potentissimo e soprattutto fastidioso.
Eccomi conquistato dal lato oscuro del fastidio.
Speriamo (non) mi venga la stessa pancia però.

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2 responses to Orchha, ovvero un uomo chiamato fastidio
  1. anonimo says:

    tony lo sai che se ti impegni come "uomo fastidioso" non sei secondo a nessuno.
    minore 3

  2. andlosethenameofaction says:

    Parole sante, parole sante Cinz, tant'è che alla fine fischiavo più forte di lui.