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Per la barba del profeta, è sabato!

Konya è uno dei più importanti centri religiosi e culturali di tutta la Turchia: milioni di pellegrini visitano ogni anno la città per pregare sul mausoleo di Mevlana (più conosciuto in occidente sotto il nome di Rumi, il più grande poeta di lingua persiana mai esistito) e per avvicinarsi ai misteri del misticismo sufi, o almeno alla sua forma più coreografica, quella delle danze dei dervisci turbinanti.

Un lungo viale dagli ampi marciapiedi conduce alla tomba del poeta. Invece di seguire il suo tracciato, come consuetudine ormai, svolto a caso in una stradina laterale con la speranza di perdermi. Basta meno di un minuto e non posso neanche immaginare di aver lasciato dietro di me una città moderna, pulita ed ordinata: tra palazzi fatiscenti e sorrisi, mi trovo catapultato in un universo antico coi soliti bambini che giocano a pallone per strada e le vecchie intente a chiacchierare sull'uscio di casa.


Per la barba del profeta, è sabato!Per la barba del profeta, è sabato!

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Dopo una lunga combinazione di svolte casuali mi ritrovo di fronte al mausoleo di Rumi, pago il biglietto d'ingresso e mi mischio alla folla in visita. Rumi-Mevlana è una delle figure più importanti della cultura persiana e di tutto il mondo musulmano: i suoi versi sono un complemento poetico agli insegnamenti del Corano, attraverso la ricerca di un amore incondizionato spingono il mistico sempre più appresso a Dio/Allah.
Mi aspettavo un'esperienza diversa visitando il mausoleo: prima di entrare immaginavo che avrei osservato donne piangere disperate sul marmo del suo sepolcro come avevo visto le iraniane fare, a Shiraz, sulla tomba di Hafez. Niente di tutto ciò. C'è una completa mancanza di sacralità in tutto il complesso: gruppi di giapponesi e coreani seguono ovinamente una bandierina svolazzante di fronte a loro e i turchi del fine settimana si accalcano contro le grate che proteggono i resti di Rumi, una tomba adornata da un turbante verde, affiancata da quella, identica, del figlio (suo discepolo e primo studioso dei versi paterni).
Molti altri monumenti funebri attorniano quello di Mevlana e del figlio nell'edifico che una volta ospitava la confraternita sufi e che oggi è stato adibito a museo; al suo interno anche una preziosa reliquia, uno scrigno che contiene alcuni fili della barba di Maometto che, si narra, emettono un intenso profumo di rose. Mi avvicino ai buchi praticati nella teca di cristallo a tale scopo e annuso: per la barba del profeta! davvero sa di rosa! con una lieve nuance di arbre magique forse…

Abbandono il complesso evitando uno stuolo di occhi a mandorla e, fortuna del viaggiatore, scopro che stasera ci sarà la rappresentazione della sema, la danza rotante dei famosi dervisci. Quando si viaggia a lungo si dimentica facilmente in che giorno della settimana ci si trova ed è per puro caso che sono qui a Konya proprio di sabato, unico giorno della settimana in cui lo spettacolo viene organizzato.
A proposito di spettacolo, mi sa che è il primo spettacolo a cui assisto dopo quello infame e terribile delle marionette d'acqua ad Hanoi.
Speriamo sia meglio.

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2 responses to Per la barba del profeta, è sabato!
  1. usadifranciRDD says:

    voglio tornare anche io a perdermi nei vicoli!
    qua a milanocity non è l astessa cosa…mea culpa, lo so.

    com'era lo spettacolo?

  2. andlosethenameofaction says:

    Bello.