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Quasi

Il non-viaggio è stato un lungo ritorno verso la normalità.
Insomma, tutto il viaggio in realtà lo è stato: un lento ritrovare fisionomie e costumi verso una realtà che ho sempre conosciuto.
E nonostante Milano non sia la mia città (magari, forse, chissà, un giorno potrebbe pure diventarlo, se il continuo mutare delle idee troverà quiete) ormai sprofondo nella normalità.
Mancano pochi giorni al definitivo (prendiamo definitivo con le molle, non è che vada ad immolarmi) ritorno a casa però, ecco, qui ritrovo una parte di me che avevo lasciato alle spalle più di un anno fa: amici, strade familiari, visi ignoti che mi pare di riconoscere e discorsi lasciati a metà.
Un'amica e una rosa mi aspettano in stazione.
Poi ci sono anche nuovi incontri e parole scambiate dal vivo sui gradini del Duomo, ma questa è proprio tutta un'altra storia. E i fenicotteri, i fenicotteri rosa, a Milano ci sono i fenicotteri.
In una gelateria incontro Leone di Lernia che dice un sacco di parolacce e bestemmie.
E lascio che Milano sia la compagna annoiata e gelosa degli ultimi giorni che passo lontano da casa, sapendo che la distanza che ormai ci separa è minuscola: dietro le spalle e nelle scarpe le migliaia di chilometri percorsi e i paesi che ho attraversato, nel computer il milione di foto scattate (no, magari un milione no, però sono tante) nella memoria che si sforza di non sbiadire le immagini e i racconti di un anno fuori dall'ordinario.
Tenendo fede alla mia routine di viaggio però cerco di scoprire la città al lento passo di una serie di scatti. Nel mausoleo del cimitero monumentale sono contento di vedere che al centro del mausoleo spicca la tomba di Manzoni e sui muri dei cittadini meritevoli spunta il nome di Bettinelli, purtroppo sotto il nome di Versace [ops! Il Franco Bettinelli scrittore dialettale non c'entra niente con Giorgio Bettinelli, viaggiatore vespista, a cui in realtà mi stavo riferendo! Vabbuo'… grazie a Luca (ciao Luca) che me l'ha fatto notare!]

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Quando arriva la vigilia di Pasqua, come un agnello, sono pronto ad andare verso la prossima e ultima tappa. Oh, rallegratevi, mica vado al fronte, torno a casa!

Quasi
 

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7 responses to Quasi
  1. ofeliadietrolafinestra says:

    la statua coi cavalli di sale ora l'han tolta. l'impermanenza. 

  2. anonimo says:

    le statue coi cavalli di sale le hanno sfasciate durante i festeggiamenti per lo scudetto. la civiltà.

  3. anonimo says:

    Ma Matteo la storia finisce cosi?? Stop ai post, chiusura delle trasmissioni, fine della festa?? No non lo possiamo accettare… un blog come questo non può spegnersi cosi.. senza sussulti. Un blog così deve finire col botto, come le ultime puntate di Creamy dolce Creamy in cui atterravano gli alieni! Dacci i tuoi alieni Matteo… dacci i tuoi alieni…

  4. Shapa says:

    Ma soprattutto non può andare perso con la chiusura (Certa?Probabile?Eventuale?) di Splinder.