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Rakhi e Marco e amici

A Delhi Chinnamasta ed io siamo ospiti di Rakhi e Marco. Ho conosciuto Marco a casa di un amico (ciao Jacob) durante il periodo natalizio e l'ho ricontattato una volta in India: "no problem, non puoi stare a casa nostra ma la casa della sorella di Rakhi è vuota, puoi andare a stare lì".
Marco, occhi che ancora sono capaci di sorprendersi, e Rakhi, un onnipresente sorriso che emana serenità, sono tra le persone più gentili che mi sia capitato di incontrare: pieni di attenzioni, sempre premurosi e generosi ci mostrano un poco la loro Delhi ed è bello sentirli parlare della vita in questa megalopoli assediata dal traffico, delle storie di monsoni e di polvere, assistere alle discussioni tra i loro amici indiani e stranieri sulla vita nel caos fatto città, delle differenze culturali e delle pazze storie legate ai Commonwealth Games. Scuotono la testa e ne ridono. Durante una cena a casa loro incontriamo anche Luca, altro italiano residente a Delhi che con la sua “napoletanità” vive molto meglio la confusione e gli imbottigliamenti rispetto a Marco (che però ha deciso di non arrabbiarsi più) ed è bello leggere il suo interessante ed informato punto di vista attraverso le pagine del suo blog, Tacco e Punta: scoprirete come vive un motociclista a Delhi, il dietro le quinte dei Commonwealth Games e parecchi retroscena della vita d'uno straniero in India.
È bello essere a contatto con una fascia della popolazione che difficilmente si incontra durante i viaggi quando di solito sono l'autista dell'autobus, il cameriere del ristorante, il bambino che ti chiede “a school pen”, il commerciante per strada e il mendicante in piazza ad essere lo spaccato poco rappresentativo della società che si visita. Qui vediamo un pezzo d'India che dà speranza; soprattutto attraverso le parole di questa donna indiana moderna che è Rakhi si vede un paese che ha voglia di emergere e che ha i mezzi per farlo.
Marco e Rakhi si sono conosciuti in Bangladesh anni fa, quando Marco decise di andare a visitare uno dei paesi meno turistici del mondo facendo uno stage (mi racommando, pronuncia francese, mica “staig” che non vol dir nulla in Inglisc) all'istituto Grameen per il microcredito. Si conoscono, si piacciono, si fidanzano, si sposano in un tripudio di colori e di celebrazioni (vediamo le foto e ci rammarichiamo di non averli conosciuti prima per potervi partecipare) e decidono di fare qualcosa di importante con la propria vita. Lui architetto, lei con un MBA di Harvard fondano Micro Home Solution, una società che cerca una soluzione al problema degli slum indiani (le baraccopoli che sorgono un po' ovunque, nei prati, sotto i cavalcavia, alla periferia delle città, dove meno te lo aspetti) dando la possibilità a chi vuole ampliare o modificare la propria catapecchia una soluzione che consenta di mantenere delle condizioni di igiene e di sicurezza che oggi vengono totalmente ignorate, rendendo la situazione di questi ghetti ancora più precaria. Unendo microcredito e architettura stanno cercando di migliorare la vita di molte persone e, partendo dall'India, stanno cercando di rendere il mondo un posto migliore. Nei loro sguardi si vede l'entusiasmo e chi li ascolta (chi si è alzato per anni chiedendosi “ma a che serve tutto ciò?”) non può che provare un po' d'invidia per chi vive con così grande passione il proprio lavoro, anzi, la propria missione. Non si può che augurargli che tutto vada per il meglio, che ce la facciano, che siano un esempio per tanti altri, che il mondo diventi un posto migliore e anche che… Marco capisca che il risotto non si può fare col riso basmati!

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2 responses to Rakhi e Marco e amici
  1. anonimo says:

    ha ha ha ha ha Marco ed il suo risotto alla milanese con il basmati……..mannaggia a capa sua!!!!!! he he he he.
    ciao – e grazie per linkarmi (faro' lo stesso) Luca