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Ruzzolare a Fenghuang

Dopo le giornate d'ozio a Yangshuo il viaggio deve ricominciare e con M. decidiamo di renderci a Fenghuang, pittoresco borgo (mi raccomando, si dice d'alto bordo, non d'alto borgo, 'gnurant!) a nord della provincia dello Hunan. Infinito viaggio in autobus e treno e autobus con pausa a Liouzhou dove mangiamo come porcelli, giriamo per la città di notte, girovaghiamo in un supermercato e passiamo un'oretta in una sala giochi nell'attesa delle nostre cuccette.


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Fenghuang è proprio bella: presa d'assedio dai turisti cinesi che fanno foto stupide in fintissimi vestiti tradizionali (un classico di ogni destinazione turistica a dire il vero ma qui lo fanno davvero tutti) o abbigliati come i personaggi di qualche fumetto o videogioco con qualche strano mix di tradizione e pistole, è comunque un posto piacevole che ha saputo mantenere l'identità del centro storico intatta e i varii negozi di souvenir e i bar tamarri, per una volta, mi danno meno fastidio. Un tranquillo fiume scorre tra i due lati della città, connessi da una bassa passerella e da due ponti, uno a valle e l'altro a monte.

Ruzzolare a FenghuangRuzzolare a FenghuangRuzzolare a FenghuangIMG_3576 (Small)Le ragazze vanno in giro per la città con ampie gonne multicolori (dev'essere una moda del posto perché non le ho mai viste prima) e corone di fiori, intrecciate dalle anziane signore del posto, tra i capelli e anche qualche confuso ragazzo si fa tentare da questa aureola fiorita.

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A Fenghuang si è famosi: spesso i turisti cinesi in visita fanno finta di fare una foto al tuo lato (chennesò ad un muro senza finestre o al tronco di un albero) e poi, tacchète, all'ultimo minuto si girano rapidamente di qualche grado per fare una foto a te come se niente fosse. Dilettanti, guardate che questa tecnica l'ho inventata io negli anni ottanta! Quando li sgamo arrossiscono, allora propongo io di fare una foto assieme: zompettano sorpresi e felici verso di me e di solito si fanno fare almeno un'ottantina di foto con lo straniero nasone.

Aggirandomi per la città faccio tra le più belle foto che m'è capitato di fare in Cina e in tutta questa goduria di immagini la macchina fotografica decide di litigare con l'obbiettivo e alla fine della giornata ogni volta che scatto mi compare un bel messaggio d'errore sullo schermo (ma la cosa peggiore è che ogni volta che scatto la mia Canon, beffa delle beffe, fa lo stesso suono di una Nikon! E ben ti sta, mi diranno i Nikonisti (o i Nikoniani, cosa sarà peggio?) ad affidarti a quella sola della Canon ma son sicuro che anche voi avete i vostri vermi nascosti ma non me lo rivelerete mai, neanche sotto tortura). È l'obbiettivo e non la macchina ad essere in palla ma son sicuro che è la macchina che m'ha fatto un dispetto: nonostante le belle foto che m'ha fatto fare ho pensato tutto il giorno a come sarebbe bello avere una macchina dal formato pieno per fare le foto alla grande muraglia, progetto tradimenti tecnologici una volta a Shanghai e mi sa che se n'è resa conto, punendomi. Tipico comportamento da donna rifiutata (ciao donne rifiutate). Ripongo mestamente il mio bel 17-85 e d'ora in poi solo foto di dettagli, spero di riuscire a farlo riparare a Shanghai, quei signori dalle dita sporche che aggiustano i cellulari per strada con le pinzette non mi sembrano la soluzione migliore e preferisco aspettare.

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Il giorno dopo il nostro arrivo a Fenghuang mi separo da M.: se ne va al sole a Sanyia prima di tornare in Italia, mi lascia la sua guida turistica che a lui non serve più e si porta dietro il suo bagaglio di ottime barzellette in tutti i dialetti d'Italia, le pessime battute e, grazie a dio, anche la finta parlata azerbaigiana che mi faceva venire la schiuma alla bocca ad ogni volta che mi toccava risentirla. Tanto lo sai che ci ribecchiamo.

Lascio i vicoli di Fenghuang per le montagnole circostanti, decido di andare a visitare una pagoda che si vede in lontananza dalla città salendo sulla prima montagna a caso che si presenta di fronte a me.

Facili istruzioni su come ruzzolare giù da una montagna, da seguire passo passo (ma anche tomo tomo, cacchio cacchio che ci sta sempre bene):

Scegliere un obbiettivo chiaramente irraggiungibile, es. una roccia, un albero o come nel mio caso, una pagoda.
Cominciare a scalare il fianco della montagna seguendo il sentiero, che diventa un campo di frutta, che diventa una scia d'erba pestata, che diventa un insieme di rovi.
Non farsi spaventare dai rovi e calpestarli con sicumera mentre si guadagna la cima.
Scegliere un percorso causale di modo da trovarsi in un vicolo cieco, cominciare a ripassare il bestemmiario.
Fare marcia indietro facendo però ben attenzione a non ripassare dove s'è passato prima.
Poggiare i piedi su un cespuglio di rovi pensando che sia terreno.
Cadere.
Durante il capitombolo compiere una torsione del busto per rendere la caduta più esteticamente bella da vedere per gli osservatori sugli spalti: extra punti se le gambe restano tese.
Compiere almeno due rotazioni complete assicurandosi che i piedi e la testa occupino alternatamente le stesse posizioni durante la performance.
Sfanculare abbondantemente durante il moto rotatorio discendente di modo che gli astanti approfittino anche dell'effetto Doppler.
Se si possiede una costosa macchina fotografica, reggerla con una mano il più vicino possibile al baricentro, non correrà nessun rischio: una sola mano basterà infatti per salutare il pubblico a casa e regalare armonia ai salti mortali che si compiono.
Atterrare possibilmente su un tangolo (che è una parola che mi sono appena inventato però avete capito, un barbarismo ma non un solecismo direi, Monsieur Quenot) di rovi.
Togliere spine, sculacciare via il fango accumulato, ringraziare d'essere ancora in vita.
Continuare a camminare con nonchalance verso il prossimo ruzzolone.
Ripetere ad libitum.

Mia mamma mi dice sempre che sono imbranato, io di me ho l'immagine di un capretto delle rocce: a-gi-lisssssimo. Forse ha ragione lei.

La pagoda poi è su un altro monte e ci si arriva attraverso dei comodi gradoni di pietra.
Il bello della vita è che è facilmente complicabile.

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6 responses to Ruzzolare a Fenghuang
  1. CosmicDance says:

    Sia le tue foto che le tue descrizioni sono davvero molto belle! 🙂
    (veramente notevoli anche le foto della grotta nel post precedente! :-O)

  2. reginadinulla says:

    ste foto spaccano il culo!
    scusa la volgarità ma so troppo belle! i normali complimenti non rendono giustizia! *-*
    bravo bravo bravo mille volte. sono diventata all'istante tua fan 🙂

  3. andlosethenameofaction says:

    Uei signore! Troppo gentili! ^_^

  4. anonimo says:

    Fa sempre piacere trovare qualcuno che sa ancora apprezzare la "complicabilita'" della vita.

    I "nikoniani" suonano come gli abitanti cattivi di un pianeta inospitale che si  riproducono per gemmazione e quindi lo preferirei a "nikonisti". I "Nikonisti" sembrano degli adepti ad una religione noiosa, non rende 🙂

    Ilaria

  5. anonimo says:

    racconti di cadute sono macabri.Bullone

  6. anonimo says:

    ahahahaahahah e pensare che NOI TUTTI ti abbiamo sempre annoverato come il giocoliere e equilibrista della famiglia B!!!
    bs