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Saida promossa

Saida promossa
Durante la mia permanenza in Libano scelgo usare Beirut come base: il paese è piccolo (una decina di migliaia di chilometri quadrati) e dalla sua capitale si possono agevolmente visitare tutti i luoghi d'interesse.
Con le anche che mi fanno male dopo aver camminato per chilometri e chilometri tra le strade e le scalinate di Beirut il primo posto che decido di andare a visitare è Saida, l'antica Sidone dei tempi che furono (tanto tempo fa, non ero ancora nato).
Dopo appena due ore di minibus arrivo in una città che da subito si presenta molto diversa da Beirut: si nota uno stampo prevalentemente musulmano e sono tante le donne che hanno i capelli coperti e ondeggiano sotto le loro lunghe tuniche. Schivo una selva di tassisti che insiste per riportarmi da dove sono venuto (“ma no cari, dopo, magari, forse, se proprio non trovo un altro mezzo”) e mi trovo nel mercato: posto e città diversa, chissà come reagirà la gente alle mie richieste fotografiche? Non passano tre secondi che il mio imbarazzo da scatto evapora immediatamente: tutti sorridono, sono curiosi di sapere da dove venga lo straniero, sono i primi a mettersi in posa per me e ad insistere di essere ritratti. Ovviamente ne approfitto a più non posso e verso la fine della giornata la libertà fotografica di cui ho goduto mi da quasi alla testa, tanto che senza nessuna vergogna mi infilo nelle case della gente e tra sorrisi o offerte di ospitalità colgo dei begli attimi di vita domestica.

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Tra uomini e donne che fumano narghilè negli angusti vicoli di Saida, bambini che trattengono polli per le ali, venditori di frutta e verdura, macchine coperte di mercanzia, coppiette in cerca di intimità nella roccaforte sul mare, sorprende la vista del faccione sorridente di Saddam Hussein che appare su diversi manifesti affissi in ogni dove: il leader iracheno sorride contro un rosso tramonto. Nell'anniversario dell'impiccagione rispuntano i militanti che vedono nel defunto dittatore un'icona alla resistenza a Israele (ops, Palestina Occupata, scusate). Tra i poster d più strani quelli in cui Saddam e Yasser Arafat appaiono, in un bel fotomontaggio, sorridenti l'uno di fianco all'altro come se fossero martiri di una stessa guerra.

Saida promossaSaida promossaSaida promossaSaida promossaSaida promossa C'è chi poi mi dirà che non è possibile che abbia visto in una roccaforte sciita controllata dagli Hezbollah delle immagini di Saddam che come tutti sappiamo (ah lettori, siete proprio tutti gente colta) è sunnita. Eppure… foto canta.

Saida promossa
(Peccato che Saida mi sia piaciuta così tanto perché quel “fuck my life” ci sarebbe stato proprio bene all'interno di una descrizione a base d'odio).

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4 responses to Saida promossa
  1. red_sugar says:

    è incredibile come questo blog mi abbia incantato.io che non mi sono mai mossa troppo dalla mia città mi sono ritrovata a viaggiare leggendo le tue parole, avendo l'impressione di vedere e toccare tutto quello che hai visto e toccato tu come fossi li anch'io.thanks

  2. ceglieterrestre says:

     

    Brava Saida!Ci sono stata diverse volte, qualche mese prima  che i cannoni hanno iniziato la guerra, e hanno distrutto la bella Beirut e  quel bellissimo merletto, lacerando le vostre vite le vostre radici. Bellissima zona, ricordo il lungomare  il casinò e  le grotte con la barca di alluminio. Sento il profumo nei tuoi scritti.Un caro saluto

    😉

  3. NoRupies says:

    rimpiango un pò di non aver la tua faccia tosta.
    ora che ci penso, chissà in quante case mi sarei potuto infilare che quelli magari aspettavano solo me per parlare un pò d'inglese e farsi fare unabbella foto. e invece niente… (beh, insomma, quasi)

    però una volta, nella manhattan del deserto, mi ero arrampicato in cima ad una montagnola per meglio inquadrare e fotografare i grattaceli d'argilla; non m'ero accorto che sì, avevo i grattacieli in perfetta focale lì davanti, ma poco sotto a sinistra mi ero un pò troppo sopraelevato rispetto alle indigene abitazioni 😉
    non la presero bene.
    cos'è, secondo te, che invece ti hanno accolto a braccia aperte? sfiga?
    😉 

  4. andlosethenameofaction says:

    @ceglie and red – grazie!
    @silvio – non lo so dipende dai posti, a volte riesci a fare le foto anche alla gente seduta sul water altre volte ti tirano le pietre (bello o brutto che tu sia)