Blog

Serpente a cena

Chi dice che il serpente sa di pollo dice solo delle emerite stronzate.
Ad Hanoi il serpente si mangia in uno specifico quartiere della città, dove diversi ristoranti specializzati uccidono un cobra di fronte ai vostri occhi e lo cucinano per il vostro godimento culinario. Dapprima il serpente viene prelevato da una gabbia con un bastone, viene lasciato a terra dove fa qualche moina per coloro che ne mangeranno le carni e poi un cuoco gli blocca la testa e lo afferra in vicinanza delle fauci. Mentre una seconda persona ne prende la coda, la prima con un coltellaccio sgozza il serpente, ne fa cadere il sangue in una bacinella e ne estrae il fegato. Tutti a tavola, si cominicia. I ristoranti che servono questa specialità sono posti di lusso dove la gente va per occasioni speciali e sono tutto sommato abbastanza costosi. Il serpente viene cucinato in una serie di sette portate accompagnate da grappa di riso e birra fresca: fanno tutte cagare, dalla prima all'ultima. Il serpente non è buono. Povero serpentello, sei morto per la mia pancia e non sei neanche buono.
Il tutto inizia con un giro di grappa di riso mista al sangue del serpente, all'ospite d'onore (io) è riservata la primizia del fegato, da ingoiare crudo assieme ad una sorsata di grappa. Il cameriere si mostra il bicipite come per dire "vedrai che fusto diventerai!". Seguono poi le portate, più o meno indistinguibili: le spiegazioni che ci arrivano con le portare sono solo in vietnamita e ci perdiamo buona parte di quello che stiamo mangiando. La prima è una zuppetta insipida che non penso possa essere a base di rettile. La seconda è la pelle con la cotenna: mai mangiata una roba tanto gommosa. Poi una serie di pezzettini fritti che potrebbero essere qualsiasi cosa, serviti sopra del pane croccante (raffermo). Segue una specie di involtino primavera, non buono ma mangiabile. La quinta è un'altro tipo di involtino di alghe dal sapore non meglio definito. Seguono poi le interiora, una strana insalata di carne trasparente e nervetti. Il dolce è una fettina d'anguria che mangiamo con gioia. Ci guardiamo di traverso: abbiamo ancora fame ma siamo troppo disgustati per ingerire altro. Paghiamo e spariamo alla velocità della luce. Rimaniamo bloccati nel traffico della gente che si dirige in massa ad Hanoi per le celebrazioni del trentacinquesimo della liberazione di Saigon, nel micro taxi supertecnologico (schermi al plasma ovunque) in cui siamo rinchiusi rimbomba della musica vietnamita da discoteca: ci perdiamo i concerti in piazza e vediamo i fuochi d'artificio solo da lontanto, seminascosti dalle arcate in ferro del ponte sul quale siamo fermi.
Maledetto serpente

click here to share

Leave a Reply