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Stress da viaggio

Devo andare via da Palolem, non riesco a vendere la moto qui: la stagione è lungi dall'essere nel suo pieno e non ci sono abbastanza turisti.
Mi dirigo in una spiaggia più grande, Anjuna ma la situazione è anche peggiore: non solo ci sono pochi stranieri in cerca di Enfield ma tutti gli indiani a cui chiedo sembrano degli sciacalli pronti “ad aiutarmi” all'ultimo minuto, quando sarò obbligato a vendere la moto per due soldi. Piuttosto che lasciarla in pasto a voi gli do fuoco sulla spiaggia. Sai che belle foto?
E a peggiorare le cose c'è la musica
trance che viene sparata a tutto volume dai bar sulla spiaggia. Sto schiumando e lo stress comincia a salire, non posso stare qui in eterno.
Tra l'altro scopro che il signor Sunukapur s'è
dimenticato di darmi un documento per vendere la moto legalmente e visto che è targata Uttar Pradesh in Goa venderla sarà quasi impossibile. Il matrimonio tra Arianna ed una scatola di fiammiferi si fa sempre più concreto.
Per fortuna, per fortuna, una mia amica (ciao Tessa) mi dice di andare a trovare una sua conoscente, Karen, a Calangute: non solo trovo una delle persone più energiche e positive che abbia mai incontrato in vita mia (sgrano gli occhi come un demente quando mi dice di avere cinquant'anni visto che pensavo avesse la mia età, ma forse ciò è dovuto al fatto che si alza ogni mattina alle tre e mezza per meditare e fare yoga… respect) ma dopo avermi parlato per meno di dieci minuti mi dice di voler adottare Arianna. Sicura? Sì? Sicura sicura? Guarda che manca un documento, è uno sbattimento da recuperare! Non ti preoccupare. OK allora, affare fatto e per celebrare l'acquisto mi porta fuori a pranzo con le sue gioiose amiche che mi fanno bere una quantità spropositata di birre…
Mi fa piacere sapere che ho lasciato Arianna in buone mani.

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Karen mi dice di tenere la moto fino a quando partirò e ne approfitto per andare un po' a spasso per il Goa, ormai senza troppi pensieri, andando in esplorazione tra una spiaggia ed una scogliera (nota per futuri turisti: la spiaggia di Baga fa schifo, peggio di Rimini a Ferragosto, ma con più indiani).

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Oddio, mica tanto senza pensieri, una volta archiviata la pratica moto devo pensare a cosa fare per il visto iraniano.
L'agenzia via internet che ho utilizzato per ottenere il visto mi invia una mail confermandomi che il visto non sarà disponibile prima del ventisette ottobre. Dato che il mio visto indiano scade il diciannove e che ho prenotato l'aereo per Teheran proprio per quel giorno direi che ho un problema.
Andare in Iran senza visto non mi sembra il caso.
Estendere quello indiano è impossibile. Salvo cause di forza maggiore. E comincio a pensare di entrare all'ufficio dell'immigrazione a Mumbai tutto coperto di bende fingendo di essere stato coinvolto in un grave incidente automobilistico proprio sulla via dell'aeroporto. Anzi no, le bende sono un po' troppo, forse è meglio solo un collarino. E un occhio nero. Troverò bene un dottore compiacente che voglia scrivere che non posso prendere l'aereo per un paio di settimane. E qualcuno che voglia tirarmi un pugno in faccia. Ancora meglio del collarino! Un timpano perforato in seguito ad un'immersione, devo solo ricordarmi di far finta di non sentire tanto bene e di fare una faccia addolorata quando mi parlano troppo forte. Sono questi i sintomi di un timpano perforato, vero? Mi crogiolo in questi pensieri da finto invalido (ciao M.) quando decido che forse il rischio non vale la candela.
Mi viene un'idea geniale. Contatto l'agenzia e faccio dirottare il mio visto in Kuwait dove tanto dovrò fare scalo e passerò lì una decina di giorni. Kuwait? Dieci giorni? Se Saddam lo voleva una ragione ci doveva ben essere, no? Ah già, il petrolio. Dopotutto non è proprio una trovata geniale. Temo che dieci giorni in Kuwait possano distruggere anche l'animo più forte.
Non so cosa fare.
Mentre sbatto la testa su ogni palma che incrocio pensando a come trovare una soluzione, quasi per caso, scopro che è possibile ottenere il visto iraniano direttamente all'aeroporto. Non potevate dirmelo prima? In alcuni casi non viene rilasciato e si viene deportati (dove?) ma con un passaporto valido e senza timbri di Israele su di esso non ci dovrebbero essere troppi problemi.
Contatto l'ambasciata italiana a Teheran e mi sconsigliano fortemente di arrivare senza visto, che spesso e volentieri rifiutano l'ingresso. Ma ormai ho deciso: io e la mia crescente barba da buon musulmano ci recheremo in Iran senza visto.
Inshallah.

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4 responses to Stress da viaggio
  1. Aesille says:

    Spero che te e la tua barba abbiate un enorme fortuna ma sopratutto che non ti arrestino! xD Comunque grazie ancora per la cartolina. Mi è arrivata oggi..
    =)

  2. november1 says:

    Ogni tanto mi piace passare di qui a leggere qualcosa e guardare le foto..
    Ciao 🙂

  3. andlosethenameofaction says:

    @Aesille: efficienza delle poste indiane!
    @November1: la vuoi anche tu una cartolina?

  4. november1 says:

    mi farebbe piacere 🙂
    ti mando un e-mail!