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Su e giù in bicicletta

Nonostante mi svegli sotto la pioggia e la grandine mi sorprenda ad un paio di chilometri da Ohrid, passo tutta la giornata in bicicletta a macinare chilometri sulle colline che, come una frastagliata corona, salgono e scendono attorno al lago e sono contento. L'aria tra i capelli e il sole che spunta e scalda la pelle. Le montagne che si vedono sull'altra sponda del fiume sono già Albania e da dietro le loro vette giungono, attutiti, dei rumori d'esplosioni. Un cane, che mi ha scortato durante tutta la visita all'ultimo villaggio prima del confine con la Grecia, comincia a trottare dietro di me in bicicletta: cerco di seminarlo perché non posso portarmelo dietro fino ad Ohrid ma quando guadagno terreno su di lui si getta nel fitto dei boschi e ricompare al mio fianco dopo aver tagliato così qualche curva. Solo una lunga discesa fa sì che riesca finalmente a seminarlo e a farlo diventare un ansimante puntino nero all'orizzonte.

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