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Turchia mon amour

L'ho già detto e scritto più di una volta: ogni viaggio è diverso. A seconda delle nostre esperienze pregresse, delle nostre letture, dei nostri incontri, delle nostre aspettative valuteremo un posto secondo un metro di giudizio prettamente personale; non solo, una stessa persona (insomma, uno stesso Nomeecognome dato che anche noi cambiamo più o meno lentamente) avrà di uno stesso posto, in un giorno diverso, sotto un cielo diverso, in compagnia di altra gente, una visione completamente diversa.


Pippozzo iniziale così, tanto per gradire.
Insomma, gente diversa (ma anche noi stessi diversi da noi stessi) scova poi all'interno del proprio viaggio caratteristiche particolari che forse nessun altro noterà o che per altri saranno meno importanti.
Al mio secondo ingresso in Turchia comincio a notare che i muri sono pieni di graffiti di cuori (il mio io del primo passaggio in Turchia non li aveva proprio visti), davvero ovunque: cuori con lettere al loro interno, cambio d'innamoramento ed una lettera viene cancellata, frecce che li trapassano, sbiaditi dal tempo, freschi, con e senza date.
E allora incomincio a fotografarli e mi faccio attirare anche da tutti gli altri cuori che vedo in giro, sulle magliette delle bambine, scolpiti nelle pietre, come ciondoli. Love is in the air? No, sono il solito duro, non vi preoccupate.

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Una volta arrivato ad Ankara mi trovo circondato da cuori! Sono ovunque! Nelle vetrine dei negozi, sui sacchetti della spesa, pendono da luminarie attaccate ai lampioni, vecchie signore ne vendono, colorati e rimcamati, ai lati della strada. Mai mia teoria è stata così ben confermata finché non mi rendo conto che… oggi è San Valentino! Ah!

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