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Uno strano sorriso

Cammino lungo i ghat col solito nugolo di persone che mi assilla, vorrei andare dal mio spacciatore di tè ma è troppo lontano e mi siedo ad un altro in una zona che puzza veramente di piscio.
Di fianco a me si siede una giapponese abbastanza abbronzata, smalto arancione su dei piedi un po' storti, la conversazione stenta a volare ma le offro il tè. Passa una bella donna indiana con un sari arancione, mi guarda e sorride. Sorrido. Si volta e sorride di nuovo.
È proprio bella, la seguo per una foto.
Posso scattare?
Sorride e scuote la testa (ovvero annuisce).
Click.
Thank you.
Sorride di nuovo, mi guarda da sopra la spalla mentre sale una rampa di scale.
Mmmh, un po' troppo sorridente forse.
Un signore grasso, camicia bianca, occhiali e rosario al collo mi ferma per strada.

– Sir, che cosa le ha detto quella signora?
– Niente, volevo solo farle una foto.
– È una prostituta.
– Immaginavo

Immaginavo davvero, non lo dico solo per fare quello che la sa lunga sulle prostitute del mondo.

– Venti, trenta euro. Le piaciono gli europei. L'altro giorno bum bum con uno spagnolo.
– Ah. Però pensavo che in una città sacra non ci fosse posto per le prostitute.

Scrolla le spalle.

– Ci sono, ci sono, di solito sono nelle guest house più economiche o negli hotel di lusso, in quelle intermedie di solito no.

Uno strano sorriso

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One response to Uno strano sorriso
  1. usadifranciRDD says:

    hey, come va? è un po che non riesco a leggerti…è un po frenetico quaggiù..come sta andando?
    buona india!