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Venerdì d'ozio

Oggi è venerdì e, memore della mia ultima passeggiata in un paese musulmano durante il giorno di festa (bazar immobili, saracinesche chiuse, non un anima viva per strada), decido di non fare niente, oziare di fronte al computer e scrivere un po'.
Luca ed io andiamo in cerca di un posto dove far colazione e dopo molto scarpinare ci accontentiamo di due pizzette. Ci sediamo su una panchina al sole come due pensionati e continuiamo i discorsi interrotti la sera precedente. Luca, dopo un viaggio di un anno in Sud America (l'invidia sale) è tornato in Italia, ha lavorato per due anni a testa bassa risparmiando tutto il possibile per poi poter ripartire di nuovo: è adesso in viaggio da un anno, con un percorso simile al mio ma con molti più paesi visitati, includendo il sud est asiatico, la Mongolia e il Bangladesh (di cui mi parla in maniera entusiasta (non è il primo) e che gli invidio a morte… invidia da viaggiatore solitario per un'esperienza non fatta).
Anche Luca vive il proprio viaggio attraverso il mirino di una macchina fotografica, oscillando tra il colore e il bianco e nero, approfittando, come il sottoscritto, di tutte quelle improbabili situazioni in cui la fotografia ti caccia.
Luca mi ricorda (in una strana proiezione in cui guardo al mio futuro come se fosse già passato) quello che potrei essere io tra qualche anno: ha la mia stessa visione del mondo e ci troviamo in sintonia su una marea di argomenti, tanto che sarebbe quasi inutile parlare, ma è bello trovare conferma nelle proprie impressioni e nelle proprie teorie, da quelle più futili e leggere a quelle con un po' più di sostanza. Ogni viaggio è diverso, cambiano le stagioni e i paesaggi, la gente che si incontra muore e nuova ne nasce ogni giorno, con la vista parametrata secondo le nostre esperienze pregresse notiamo particolari che altra gente tralascerà completamente e ne individueremo altri davvero personali: parlando con Luca però ho la netta sensazione di essere stato negli stessi posti e di aver vissuto le stesse esperienze, mi rincuora vedere che i paesi e le città che ho visitato durante questo viaggio non esistono solo nella mia immaginazione.
Dopo un costoso caffè in un hotel di lusso ci abbandoniamo, Luca a caccia di foto nel deserto del venerdì, io nei meandri della rete. Passo il resto della giornata a poltrire di fronte al computer finché non muore la batteria e con quell'alienazione tipica di troppe ore passate di fronte ad uno schermo ritrovo con piacere l'aria fresca della città.

Per caso Incrocio Luca per strada e passeggiamo mollemente attorno alla cittadella continuando i discorsi che non sembrano essere mai stati interrotti. Non c'è davvero un'anima viva in giro e concludiamo la giornata con un altro polletto.

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