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Xi'an

Ci sono posti che suscitano grandi aspettative, luoghi mitici che stimolano l'immaginario, attrazioni che tutti vogliono andare a vedere. Una volta arrivati sul posto, col cuore che palpita nell'attesa della meraviglia, gli occhi si aprono di fronte all'oggetto di tanta speranza e l'unica cosa che si riesce a pensare è: embe'? A quanto pare le piramidi e il Taj Mahal fanno questo effetto, Halong Bay è stato il mio embe' fin qui. Per evitare di embeificarmi in Cina e di fare le stesse foto che si trovano su Gugòl evito come la peste i famigerati guerrieri di terracotta di Xi'an e la città me la gusto attraverso il suo quartiere musulmano, il primo avamposto della cultura degli uiguri, minoranza etnica del nord ovest dagli occhi solo leggermente a mandorla e cappellini bianchi fatti all'uncinetto che poco ha a che fare coi cinesi han.

Purtroppo di fretta e senza dedicare il giusto tempo alla città, vago nell'enorme souk della città, visito la bella moschea (qui vi tocca fidarvi di Gugòl se siete curiosi perché io non avevo più batteria…) ricavata in un complesso di pagode e templi prettamente cinesi in cui solo qualche scritta araba e i tappeti per la preghiera ricordano di essere in un luogo di culto musulmano e passeggio mollemente in direzione della stazione all'ombra delle mura dove la gente gioca a mah jong. Di fronte alla stazione ferroviaria, in una scena tipo Via col vento quando si vede la sterminata distesa dei feriti della guerra di secessione (oppure, meglio ancora, la puntata dei Simpson in cui Homer noleggia il trampolino maledetto a tutti i bambini di Springfield che si fanno male e che per l'appunto richiama il film di cui sopra… se vi manca questo indispensabile riferimento culturale dovete fare qualcosa, velocemente), una folla di viaggiatori in attesa si ripara dal sole cocente sotto un'arcata delle mura e con tutta quest'umanità che aspetta speranzosa di partire devo ritenermi fortunato d'aver trovato un biglietto per avvicinarmi a Xining: l'ennesimo treno notturno, terza classe fino a Lanzhou, dopo una serie infinita di meyou meyou nell'inutile tentativo di comprare un biglietto diretto per la mia Itaca.

XiXiXiXiXiXiXiXi
Lascio la città e mi imbarco per il viaggio della morte, lasciando alle spalle sguardi che mi chiederebbero invece di restare…

 

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4 responses to Xi'an
  1. anonimo says:

    Esco dal mi infinito lurkin gsolo per rigraziarti: non avevo mai notato la citazione di Via col Vento. Potrai mai perdonarmi?

    D.

  2. andlosethenameofaction says:

    Dipende: quanto ti vergogni?

  3. anonimo says:

    Posso solo dirti con il mio tono migliore:

    "mi dispiace"

    D.

  4. andlosethenameofaction says:

    è bello sapere che ci sono delle certezze immutabili nella vita.