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Yangshuo (ovvero il post che sotterra l'italiano e la punteggiatura)

[Qui avrei voluto inserire una poesia che si trova su tutte le mappe di Yangshuo che inneggia alla bellezza del posto e di come l'anima si ristori lontano dalla frenesia della città ma non l'ho copiata al tempo e su gugòl non l'ho trovata, quindi tant pis, immaginatela un po' voi, oh spiriti aulici]

A Yangshuo resto otto giorni.
Che ho fatto? Boh.
Possiamo tranquillamente dire che ho cazzeggiato? Sì.
Ah, direte voi, con l'accento del miglior Abatantuono (quello di quando era ancora un attore serio, quello del periodo presalvatores) “però chissà cuante fote c'ha' fatt', chebbei ciri in bici tra li campi telle risaie, cuante cose pelle che ci tevi t'aver viscto”. Ebbene, no.
Me ne son stato come 'na cozza attaccato al computer per cercare di dare un senso alla Cina, per programmare un po' il resto del mio viaggio, per mettermi in pari col blogghe che non era propriamente aggiornato e mi son detto se non faccio una ceppa per un bel po' di tempo non avrò niente da raccontare e me la cavo con un post striminzito striminzito e tagliamo la testa allo tuoro.
Eppure qualcosa ho fatto ma poiché di striminzitume si sta parlando ecco come ho passato il mio tempo a Yangshuo, rapporto delirante non dettagliato e casualmente situato nello spazio tempo:

A Yangshuo ci sono andato in barca quindi avete scampato l'ennesima storia fotocopia di terribili viaggi in autobus (basta, d'ora in poi ogni volta che leggerete la parola autobus in questi loci immaginatevi un insieme di reni spezzate, strade polverose, buche colossali, scatarramenti verdi e vomitate biliose, schiene contorte, vicini puzzoni, etc. etc. questo è lo standard. Se il viaggio invece è tranquillo magari non lo dico neanche perché tanto è noioso, il viaggiatore ha da soffrì) ed ho visto un sacco di belle montagnole che si ergono imperiose dalle acque eccheppalle non ne posso più radetele tutte al suolo che dopo Halong Bay, Ninh Bin e tutta la Cina se vedo un altro di sti barbapapà di granito lo giuro che vomito.
M'ha raggiunto M. con una nuova serie di storie, belle barzellette e pessime battute. Non pensavo di ritrovarlo in Cina ed è stato un piacere averlo come compagno d'ozio a Yangshuo.
Ho fatto numero due giri in bicicletta, belli eh (vedansi commenti sul paesaggio di montagnole).
Sono andato a correre due volte: nella prima ti vedo quest'attraente sentiero nel bel mezzo di una scivolosa foresta di bambù e dico oh che bello finalmente un sentiero e ci salto sopra solo per scoprire che in realtà è il canale di scolo di un porcile e continuo il resto della corsa ricoperto di merda dal ginocchio in giù perché ho fatto due passi sul detto canale come i bambini quando corrono velocissimamente in piscina e camminano sulle acque e poi sprofondano al terzo passo e io per fortuna sono riuscito a saltarne fuori prima che fosse troppo tardi (ovvero dopo due passi, Gesù docet) e poi dopo un tipo m'ha bloccato l'accesso ad una montagnola sulla quale volevo correre probabilmente perché vendeva dei biglietti illegali per lo spettacolo di fuochi d'artificio che c'è tutte le sere o forse perché puzzavo troppo, la seconda batto tutti i miei record e corro per un'ora senza fermarmi poi cammino per due ma ovviamente nella stessa direzione e alle otto di sera mi trovo nel mezzo di una foresta buia e quando passa un motociclettaro lo imploro di riportarmi in città dietro lauto compenso e ci mettiamo un'ora a tornare, se non altro ci sono delle lucciole grosse come rondini sulla stada del ritorno (evviva trovare il lato positivo). Scusate, non trovavo le virgole.
Ho fatto poche foto dopo che un altro ragazzo italiano, Luca (ciao Luca, in tuo onore ho pure scattato una foto in bianco e nero ma ti giuro che non lo faccio mai più), già intravisto a Sapa e poi conosciuto a Guilin, m'ha raccontato di una sua giornata passata a dover scacciare i fotografati che richiedevano un pagamento prima e dopo lo scatto. Poi qualche foto l'ho fatta ma neanche troppe e a dire il vero la gente è stata molto disponibile ma in tutti i giorni che ho passato a Yangshuo non ho trovato il tempo di fotografare un bellissimo tavolo da ping pong con la rete fatta di mattoni sbeccati e sassi (se ci passate la fate voi e me la mandate per favore? è all'uscita della scuola) e il vecchietto che con una pertica spinge la sua zattera di bambù nel laghetto di fianco a McDondald's (però la foto alla barchetta l'ho fatta).
Faccio se non altro una foto ad un'altra ragazza cinese dagli occhi blu dopo averla implorata per diciassette minuti buoni. Dopo attenti zoom però mi rendo conto che porta delle lenti a contatto colorate: la prossima volta cerca di fare meno la difficile, va'.
Faccio numero tre (3) lezioni di cinese e m'innervosisco quando sento qualche straniero residente parlare cinese meglio di me: com'è possibile dopo ben tre (3) lezioni?
Esco la sera ma evito come la peste i bar ballerini cinesi, dei troiodromi dove eterogenei gruppi di cinesi ballano la musica più tamarra degli ultimi vent'anni (tra le hit del momento, lo giuro, spiccano “eins, zwei, polizei”, “bao bao cibbao” e forse anche “baby don't hurt me”) e delle belle (ma belle davvero) cinesi dalle lunghe cosce ignude cercano di buttarti dentro. Anche qui mi assicurano, Proust è un grande sconosciuto.
Accolgo le giornate di pioggia scrosciante con gioia perché, eh, sotto la pioggia mica si può fare niente, bello stare qui al Minority bar ad ingrassare mentre fuori la gente si bagna.

Questo è quanto.
Non ho manco trovato il tempo di finire le ultime cinquanta pagine di Gravity's Rainbow che mi trascino dietro dall'inizio del viaggio e che non è proprio il libro più furbo da avere nello zaino visto che da solo peserà due chili (ma credetemi la pesantezza insita è molto, molto, molto più alta e non vedo l'ora, chennesò, di incendiarlo o buttarlo giù da una rupe o regalarlo a qualcuno che mi sta sulla nerchia, però prima devo finirlo, una lotta tra me e Pynchon).

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3 responses to Yangshuo (ovvero il post che sotterra l'italiano e la punteggiatura)
  1. anonimo says:

    questo non mi piace.

  2. andlosethenameofaction says:

    Mah, neanche a me piace tanto ma i figli so' piezz' 'e core, che ci vuoi fare?

  3. anonimo says:

    a me piace, tony.
    e sono sicura che finirà tony 1 – pynchon 0.